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Noleggio Auto Lungo Termine Porche Cayenne Coupè

Porsche presenta la nuova Cayenne Coupé

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Porsche presenta la nuova Cayenne Coupé 2019, una versione innovativa del suv premium della Casa di Stoccarda.

L’aspetto della vettura è più sportivo e pronto ad affrontare la concorrenza, un suv più dinamico e più agile rispetto alla variante tradizionale, con un posteriore che diventa più sottile grazie all’inserimento del montante C differente che stringe la linea di cintura della macchina. Le linee estetiche, per il resto, che sono già state modificate e ammodernate di recente, rimangono più o meno le stesse. Porsche Cayenne Coupé 2019 ha l’obiettivo di entrare a fare parte di uno dei segmenti che come ben sappiamo è tra i più importanti e amati della clientela premium. Un gruppo di utenti che cerca sempre più un suv capace di mantenere un buon carattere sportivo.

La scelta del marchio di Zuffenhausen di proporre una versione coupé del Porsche Cayenne ci fa pensare anche ad una possibile nuova variante cabriolet, come stanno facendo anche altre Case automobilistiche, la prima che ci viene in mente di citare è Volkswagen con T-Roc Cabrio. Il Presidente del CdA di Porsche Oliver Blume ci tiene a spiegare in poche parole quanto segue: “La Coupé include tutti i particolari tecnici della Cayenne attuale, ma si distingue per la sua linea ancora più dinamica e per una serie di nuove caratteristiche tecniche che la rendono più innovativa, atletica ed emozionale”.

Le configurazioni proposte per la nuova Porsche Cayenne Coupè 2019 sono due differenti, la prima vede un motore a sei cilindri turbo da tre litri in grado di erogare una potenza massima di 340 Cv e 450 Nm di coppia, capace di raggiungere 243 km/h di velocità massima e uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 5.9 secondi. L’altra configurazione è la stessa della versione Turbo, con motore V8 da 4.0 litri biturbo sotto il cofano, 550 Cv e 770 Nm di coppia e una velocità massima raggiungibile di 286 km/h oltre allo scatto da 0 a 100 km/h in 3.9 secondi.

Noleggio auto lungo termine Peugeut 208

Nuova Peugeot 208: l’auto compatta per tutte le età

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La nuova Peugeot 208 (costruita sul pianale CMP inaugurato dalla crossover DS 3 Crossback) da l’impressione di osservare una Peugeot 508 compatta e in miniatura. Sarà per quel suo stile che mixa sportività ed eleganza, con il cofano leggermente bombato, compatto e impreziosito da nervature, senza contare le luci diurne a LED (altrimenti solo cromate) a mo’ di artiglio di leone che fanno pendant con i fari LED dal disegno inedito con tre elementi verticali. Passando sul lato della vettura si fa notare la rientranza nella parte inferiore, la minigonna laterale e i profili neri lungo i passa-ruota. La coda ha un piglio sportivo grazie allo spoiler ma le sue spalle si allargano verso le luci LED collegate tra loro da una fascia scura che li unisce. Il disegno delle luci con le ‘tre graffiate’ riprendono lo stile dedicato ai fari.

Se l’estetica della nuova Peugeot 208 riprende quella della sorella maggiore, la Peugeot 508, gli interni e l’abitacolo non sono certo da meno. Risalta il volante ovale e appiattito nella parte superiore e inferiore per migliorare la visibilità del quadro strumenti rialzato, questo è composto da uno schermo completamente digitale. La plancia sarà composta dalla plastica morbida mentre sotto il sistema di infotainment (di 5″, 7″ o 10″ a seconda del livello di allestimento)ci sono i comandi fisici che rassomigliano ai tasti di un pianoforte e che creano delle veloci scorciatoie per i menu del sistema multimediale. Cinque i livelli di allestimento: Like, Active, Allure, GT Line e GT. Il modello GT sarà il modello più potente e sportivo in gamma.

Oltre alle tinte di carrozzeria più classiche che già conosciamo a listino, la nuova Peugeot 208 sarà accompagnata nel suo debutto da tre nuove tinte: Giallo Faro metallizzato, il Blu Vertigo e Rosso Elixir.

La nuova Peugeot 208 sarà tecnologica ma anche sicura. Sotto la voce ‘dotazioni di sicurezza’ ci saranno le voci: cruise control adattivo con sistema stop&go, il mantenimento della corsia, il monitoraggio dell’angolo cieco, la riproduzione dei cartelli stradali direttamente nel quadro strumenti e la frenata automatica d’emergenza fra 5 e 140 km/h.

La nuova Leonessa avrà sotto al cofano sia motori benzina PureTech a 3 cilindri 1.2 da 75, 100 o 130 CV, sia i motori diesel BlueHDi a 4 cilindri 1.5 da 100 CV. Tutti i propulsori potranno essere abbinati al cambio automatico EAT8 mentre il motore benzina da 75 CV avrà il manuale 5 marce e i motori da 100 CV il cambio manuale a 6 rapporti. Infine il 130 CV benzina potrà essere dotato esclusivamente del cambio automatico.

I più green saranno contenti di sapere che la versione completamente elettrica della nuova Peugeot 208 sarà subito disponibile al lancio sotto il nome diPeugeot e-208. Il propulsore elettrico riuscirà a produrre 136 CV e le batteria da 50 kWh (garantite da Peugeot per 8 anni e 160.000 chilometri) potranno essere ricaricate in 23 ore con la semplice rete domestica.  Se collegheremo la e-208 a una colonnina di ricarica rapida da 100 kW per la ricarica completa ci vorrà meno di un’ora. L’autonomia? 450 chilometri.

Noleggio auto lungo termine Hyundai Kona

Unica e sicura di sé, nuova Hyundai KONA

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Autonomia, prestazioni e accessibilità: queste alcune delle caratteristiche grazie alle quali nuova Hyundai Kona Electric ha conquistato una serie di premi automobilistici a soli sei mesi dal lancio sul mercato in Europa, avvenuto nella seconda metà del 2018, riuscendo ad affermarsi come una vera e propria ‘best in class’ nella sua categoria. Il primo B-suv completamente elettrico ha inoltre brillato nei test condotti dalle principali testate di settore, italiane e internazionali, grazie ai suoi sorprendenti risultati in termini di autonomia reale e consumi di energia.

In occasione della prima ‘sfida’ comparativa italiana fra i sei modelli a batteria più venduti nel nostro Paese, nuova Hyundai Kona Electric si è conquistata il titolo di ‘best in class’ per efficienza(13,1 kWh/100km), davanti a Tesla Model S, Jaguar I-Pace, Nissan Leaf, Renault Zoe, e smart EQ fortwo. Suo anche il secondo posto per autonomia reale, con 435 km percorsi con una sola carica sul tracciato testato vicino al lago di Bracciano (Roma), che ha visto un 45% di ciclo urbano, 45% extraurbano e un 10% di percorso autostradale.

Anche oltre confine Kona Electric ha ottenuto ottimi risultati nei diversi test sulla lunga distanza realizzati da testate automotive. In una delle primissime prove, realizzata in Francia prima del Salone di Parigi 2018, Kona Electric ha coperto la distanza tra Francoforte a Parigi per ben 506 km con una sola carica, ad una velocità media di 75 km/h. Sono stati invece ben 613 i km percorsi della testata tedesca Auto Bild.

Il record è stato ulteriormente migliorato dai giornalisti francesi di Caradisiac, che hanno percorso 734,4 km con Kona Electric eleggendo la ‘best in class’ davanti ai veicoli elettrici di tutti gli altri marchi concorrenti testati.

Anche nel Regno Unito, infine, raggiungendo il dato di 416,8 kmdi autonomia reale, Kona Electric si è piazzata sul gradino più alto del podio in occasione del primo What Car? Real Range Test.

A febbraio 2018, inoltre, si è aggiudicata il titolo di ‘Game Changer’ al Fleet World Honours del Regno Unito: un premio che ha segnato l’inizio di una serie di successi. L’ottima autonomia e il prezzo competitivo hanno colpito anche la giuria degli Auto Express New Car Awards 2018, che hanno assegnato a Kona Electric il premio di ‘Affordable Electric Car of the Year’.

Le stesse qualità sono state apprezzate anche dalla giuria del Salone di Parigi 2018, che le ha conferito il premio di’Auto elettrica dell’anno’ per il miglior rapporto costi-benefici superando le rivali a zero emissioni, grazie a un’elevata autonomia e a un prezzo competitivo.

Kona Electric è stata anche nominata ‘Best Eco Car’ ai Parker New Car Awards 2019 grazie all’usabilità quotidiana, al design e all’accessibilità.

A dicembre, infine, è arrivato un altro titolo importante, quello attribuito dalla rivista automobilistica tedesca Auto Bild, che ha scelto Kona Electric come auto d’importazione del 2018 nella categoria ‘Electric Car’, elogiandone efficienza e versatilità.

T-Cross Volkswagen: arriva il nuovo City Suv

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Con i suoi 4,11 metri di lunghezza, l’inedita T-Cross è il modello d’accesso alla T-Family, la gamma di SUV e crossover della Volkswagen.

Nella categoria dei City SUV costituisce, sotto diversi aspetti, un nuovo standard. Già la versione Urban soddisfa praticamente tutte le esigenze in fatto di praticità, versatilità, sicurezza e connettività. Inoltre, sono disponibili svariate possibilità di combinazione e allestimento che permettono un’ulteriore personalizzazione.

Design e spazio interno

Il design distintivo della T-Cross, dal carattere forte, si sposa a proporzioni razionali che ne esaltano la praticità, soprattutto all’interno. Il City SUV della Volkswagen, infatti, ha un bagagliaio tra i migliori della categoria, con un volume che varia da 385 a 455 litri. Questo grazie al divano posteriore che scorre di 14 centimetri e permette così di privilegiare lo spazio per i passeggeri o quello per i bagagli, secondo le necessità. Grazie alla posizione rialzata dei sedili (597 mm davanti, 652 mm dietro), gli occupanti godono di una migliore visibilità. Le dimensioni generose dell’abitacolo danno la sensazione di essere in una vettura di categoria superiore.

Connettività

La T-Cross offre un collegamento in rete del massimo livello. L’uso e la personalizzazione delle funzioni a bordo sono molto intuitivi. Fino a quattro porte USB e la ricarica wireless (induttiva) assicurano un collegamento in rete ottimale e tutta l’energia necessaria per gli smartphone. L’app Volkswagen Connect è un assistente di guida personale che rende più semplice l’utilizzo: collega il guidatore alla vettura e, su richiesta, fornisce informazioni sullo stato, sul percorso e sullo stile di guida. Volkswagen Connect offre molti strumenti intelligenti che danno informazioni importanti, offrono assistenza o semplicemente forniscono intrattenimento.

Motori e trasmissioni

Sono due i motori disponibili al lancio: entrambi benzina turbo 1.0 TSI dotati di filtro antiparticolato, erogano rispettivamente 95 e 115 CV. La variante più potente è disponibile anche associata al cambio doppia frizione DSG a 7 rapporti, ideale per muoversi con il massimo comfort nel traffico cittadino. La versione da 95 CV è abbinata a un cambio manuale a 5 marce; per quella da 115 CV, invece, il cambio è manuale a 6 marce o automatico doppia frizione DSG a 7 marce. Il DSG dispone di due programmi di guida: Normal e Sport. La trazione è sempre anteriore.

La T-Cross da 95 CV accelera da 0 a 100 km/h in 11,5 secondi e raggiunge una velocità massima di 180 km/h. Con il motore da 115 CV sono sufficienti 10,2 secondi (cambio manuale) per accelerare da 0 a 100 km/h; la velocità massima è di 193 km/h. Successivamente si aggiungerà il Turbodiesel 1.6 TDI da 95 CV con cambio manuale o DSG.

La gamma italiana

La gamma italiana della Volkswagen T-Cross è declinata in tre allestimenti: Urban, Style e Advanced, caratterizzati da una dotazione di serie completa e da ampie possibilità di personalizzazione. In particolare, la Volkswagen
T-Cross può vantare 11 diversi colori per la carrozzeria ed equipaggiamenti di sicurezza da categoria superiore.

Già nella versione di ingresso Urban sono di serie: fari posteriori e luci diurne a LED, climatizzatore manuale, computer di bordo, radio Composition Media con display da 8”, divano posteriore scorrevole, sedile del conducente regolabile in altezza, limitatore di velocità, rilevatore di stanchezza del guidatore Fatigue Detection, sistema di monitoraggio della distanza Front Assist con riconoscimento pedoni e funzione di frenata di emergenza City, assistente al mantenimento della corsia Lane Assist, assistenza alla partenza in salita e sistema proattivo di protezione degli occupanti, oltre all’assistente di cambio corsia con rilevamento dell’angolo cieco Blind Spot Detection e all’assistente di uscita dal parcheggio Rear Traffic Alert.

La variante di allestimento di livello superiore Style offre, inoltre, tra gli altri, volante multifunzione, cruise control adattivo ACC, sedile del passeggero regolabile in altezza, cassetto sotto il sedile del passeggero e cerchi in lega leggera da 16″. Il terzo allestimento Advanced include, in aggiunta, gruppi ottici anteriori a LED, volante multifunzione rivestito in pelle, strumentazione interamente digitale Active Info Display, sedili anteriori sport/comfort, illuminazione ambiente, fari fendinebbia, mancorrenti sul tetto cromati e cerchi in lega leggera da 17″.

La Volkswagen offre Design Pack che comprendono, tra l’altro, sedili con esclusivo rivestimento Diag Neutral, Diag Orange o Diag Turquoise. Sono anche disponibili pacchetti sportivi R-Line per esterni e interni.

Maserati Levante 2019: le novità della gamma

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Le novità nella gamma del SUV Maserati Levante 2019. I due allestimenti GranLusso e GranSport sono ora esteticamente più differenziate tra loro. Nuovi colori per la carrozzeria, nuovi cerchi e, dal punto di vista tecnologico, includono l’optional dei fari full LED adattivi a matrice.

Rivisto il software del cambio automatico ad 8 rapporti, così come la sua leva: ora la guida in modalità manuale è più spedita. Immancabili come sempre gli interni in pelle pieno fiore e seta Ermenegildo Zegna, oltre ai dettagli in legno lucido.

Dal punto di vista della tenuta di strada, il sistema IVC è in grado d’interpretare lo stile di guida del conducente e adeguare di conseguenza, in modo preventivo, la configurazione di motore e frenata. Rispetto ad un ordinario controllo ESP il sistema viene definito molto meno invasivo, a parità di sicurezza nelle situazioni di aderenza al limite.

Naturalmente la novità più vistosa riguarda l’ingresso in gamma del SUV Maserati Levante GTS, il quale monta uno straordinario motore V8 3.9 biturbo, progettato in collaborazione con la Ferrari e costruito a Maranello. Potenza 550 cavalli. Al top c’è poi la variante Trofeo, stesso propulsore ma potenza portata a 590 cavalli. Le ordinazioni cominceranno prossimamente.

Karoq, il nuovo Suv compatto di Skoda

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L’aspetto spigoloso, elegante e originale (soprattutto nel frontale) distingue la nuova suv compatta (è lunga 438 cm) Skoda Karoq, che rimpiazza la Yeti. La Skoda Karoq è proposta soltanto con motori turbo (già utilizzati da molte vetture del gruppo Volkswagen): a benzina, il tre cilindri 1.0 da 115 CV e il 1.5 con 150; a gasolio, il 1.6 da 115 cavalli e il 2.0 con 150 (per il momento, l’unico abbinato alla trazione integrale). L’efficace cambio robotizzato a doppia frizione DSG con sette rapporti è invece offerto, di serie o come optional, con tutte le unità. Si va dal 1.0 TSI Ambition (di serie sette airbag, cerchi in lega di 17”, climatizzatore automatico bizona, cruise control, fendinebbia, frenata automatica d’emergenza, sensori di distanza posteriori) alla 2.0 TDI 4×4 DSG Style del test (che, di serie, ha anche l’accesso senza chiave, i cerchi di 18”, il divano scorrevole, i fari full led e il navigatore). Fra gli optional, il pacchetto Travel Assistant con sistemi di sicurezza quali il monitoraggio dell’angolo cieco nei retrovisori e, per le vetture con cambio DSG, il Traffic Jam Assistant che, nelle code, è in grado di far marciare l’auto quasi da sola, gestendo autonomamente sterzo, acceleratore e freni. Riservati alle versioni 4×4 l’Off-Road mode: attivabile con un tasto fra i sedili, agisce su una frizione che ripartisce la coppia fra i due assi, attiva il controllo della velocità in discesa e mostra, nel monitor della consolle, informazioni aggiuntive, come i gradi d’inclinazione della vettura.

Privo di particolari ricercatezze, l’abitacolo della Skoda Karoq è facilmente accessibile, ampio e costruito con attenzione (curati gli assemblaggi, morbida al tatto la parte superiore della plancia). La posizione di guida è rialzata; il sedile (nell’auto del test con precise regolazioni elettriche, a prezzi in via di definizione) è ben sagomato, confortevole e non fastidiosamente cedevole. La strumentazione è chiara e completa; l’ampio schermo di 8” nella consolle dell’impianto di infotainment (completo di Android Auto e Apple CarPlay) di uso intuitivo. Ben disposti i comandi, anche se manca una spia che segnali quale delle quattro impostazioni del Driving Mode (che modificano in modo più o meno sportivo le risposte di sterzo, motore e cambio) sia stata selezionata con il tasto fra i sedili: il monitor nella consolle la visualizza solo nel momento della scelta. Poco visibili i due display che indicano la temperatura impostata dal climatizzatore: sono piccoli, soggetti a riflessi e troppo in basso nella consolle. A richiesta, sarà disponibile (a circa 500 euro) il cruscotto digitale configurabile. Buona la dotazione di portaoggetti: quello nel tunnel può bloccare due bottiglie, permettendo di aprirle con una mano sola, mentre il cassetto nella plancia (non molto grande) è refrigerato e con rivestimento antirumore. Nell’abitacolo della Skoda Karoq lo spazio non manca affatto ed è un peccato che la persona seduta la centro del divano abbia fra i piedi il rigonfiamento nel pavimento (presente anche nelle versioni a due sole ruote motrici). Elevata la capacità del baule, ben accessibile dall’ampio portellone disponibile anche ad apertura automatica, passando un piede davanti al sensore sotto il paraurti. Nella più ricca Style la classica cappelliera rigida è sostituita da un tendalino avvolgibile, che si può sollevare assieme al portellone. Nelle Skoda Karoq con il divano scorrevole in tre parti e amovibile la capienza varia tra 479-588 litri con i cinque posti in uso e 1810 viaggiando in due (521/1630 litri per le auto a divano fisso).

Sincera nelle reazioni e fluida, la Skoda Karoq si presta a viaggi in relax. La tenuta di strada è elevata (d’aiuto anche la trazione integrale) e, più che per la verve, il 2.0 turbodiesel da 150 CV si segnala per omogeneità di funzionamento. Il cambio robotizzato a doppia frizione risponde in modo diverso a seconda di quale delle modalità di guida del Driving Mode (di serie per le Karoq 4×4, esclusa la 1.0 a benzina) sia stata inserita: in Eco, per risparmiare carburante è fin troppo lento nei passaggi di marcia; in Normal è abbastanza rapido, ma soprattutto fluido e, in Sport, acquista una buona prontezza. Non mancano le levette al volante per inserire manualmente le sette marce, anche se, nonostante la sua apprezzabile agilità, questa Skoda non è progettata per la guida sportiva, ma per quella in souplesse (sono comunque credibili sia i 195 km/h della velocità massima dichiarata, sia i 9,3 secondi che la casa promette per lo “0-100”). Lo conferma lo sterzo, leggero e preciso, ma non troppo pronto e diretto (solo in Sport si appesantisce leggermente), proprio per evitare frequenti correzioni di traiettoria nella marcia in rettilineo. Tuttavia, per una suv votata al comfort (buono l’assorbimento della maggior parte delle sconnessioni), l’insonorizzazione è migliorabile: già viaggiando a 80 km/h i fruscii aerodinamici generati dai retrovisori esterni sono avvertibili e, a velocità autostradali, il rumore di rotolamento dei generosi pneumatici di 18” si sente. Discreti i consumi calcolati dal computer di bordo nel test affrontato con brio su strade extraurbane: circa 13 km/l (19,2 km/l il dato dichiarato).

T-Roc, il Suv compatto by Volkswagen

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Il lancio della T-Roc completa verso il basso la gamma delle SUV firmate Volkswagen: una gamma che oggi si compone di Touareg (che sarà presto rinnovato), Tiguan, T-Roc e prossimamente della compatta T-Cross che condividerà molto con la Seat Arona di recente presentazione. È convincente esteticamente: diciamo pure bella. È vivace, con le sue opzioni bicolor (addirittura 4 distinte tonalità per il tetto), che in Italia sono di serie. Ha le sembianze di un Suv, ma la “grazia” di una berlina. È un modello per il quale il costruttore ha fissato obiettivi ambiziosi. In taluni mercati, l’Italia è fra questi, potrebbe perfino soppiantare la Golf come modello più venduto della gamma. Tanto che a difesa dell’attuale best seller difficilmente arriverà una declinazione a metano (Tgi) della T-Roc, che nel Belpaese potrebbe riscuotere un enorme successo.

Anche il nuovo crossover compatto è stato sviluppato sulla piattaforma modulare Mqb del gruppo, una quasi granitica sicurezza circa la sua affinità con la strada, già dimostrata da questa architettura per altri modelli. Dalla Golf, la T-Roc ha ereditato lo spirito sportivo e le fortunate proporzioni: misura 4,23 metri di lunghezza, vale a dire una ventina di millimetri in meno, ma con una maggiore altezza dal suolo (oltre 16 cM). Non ha forme sfrontate, ma pulite e meno essenziali rispetto alla tradizione recente.

 

Il nome, che Volkswagen ha scelto perché suona bene in tutte le lingue, è la combinazione tra l’iniziale di modelli importanti come Tiguan o Touareg e la parola Roc, che richiama il termine inglese “rock” (roccia) e che incarna la vocazione da crossover. La commercializzazione comincerà in gennaio con tre motori, due a benzina ed uno a gasolio, tutti turbo. Si tratta dei Tsi da 1.0 litri da 115 cv e dell’1.5 litri Act da 150, entrambi abbinati al cambio manuale a 6 rapporti e del Tdi da da 2.0 litri da 150 cv in versione 4Motion (a trazione integrale) offerto sia con la trasmissione manuale sia con quella Dsg a 7 marce. In seguito il Tsi Act verrà proposto sia come 4Motion sia con il cambio Dsg. La gamma diesel verrà ampliata con il Tdi da 1.6 litri da 115 cv e con altre varianti del 2.0 litri: da 150 cv a due ruote motrici con opzione sul tipo di cambio e da 190 cv.

In Portogallo, dove il T-Roc “europeo” viene fabbricato e dove Volkswagen lo ha messo a disposizione per la guida, il crossover montava il Tdi da 150 cv. Posizione elevata, visibilità anteriore eccellente (posteriore un po’ meno) e sostanziale comfort sono le prime cose che si notano. Quando il T-Roc è “lanciato” il motore è decisamente brillante e conviene sempre tenerlo un po’ su di giri. Al volante risponde con grande sincerità: lo sterzo è preciso e la macchina è molto composta anche quando si esagera un po’ in curva, grazie anche alla trazione 4Motion di cui questa variante è equipaggiata.

 

È silenziosa quanto basta e beneficia di una efficiente e garbata trasmissione Dsg. Trasferisce una doppia e gratificante sensazione solo apparentemente contraddittoria: di leggerezza, per come si presenta e per come la si può guidare, e di solidità, per come la si percepisce e per come si comporta. Il computer di bordo rivela una percorrenza nemmeno troppo lontana da quella dichiarata, che non è mai quella possibile: quasi 16 chilometri per litro a fronte di 19,6 annunciati, tra l’altro senza fare troppa attenzione ai consumi. T-Roc è compatta e funzionale con il suo bagagliaio da 445 litri di capacità con i sedili in configurazione normale, ma se vengono reclinati si arriva anche a 1.290. La dotazione è veramente importante fin dall’allestimento Style, che include già cruise control adattativo, Radio Composition Media da 8 pollici, rilevatore di stanchezza, freno di stazionamento elettronico e altro ancora.

BMW X2, il crossover per chi ama osare

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Basata sulla X1, la nuova suv compatta BMW X2 ha una carrozzeria filante che ricorda vagamente quella di una coupé: il tetto ribassato ed i sottili vetri laterali fanno apparire l’auto molto slanciata e aggressiva. La casa tedesca può dire così di aver raggiunto il suo obiettivo, quello cioè di realizzare una Suv giovanile nel solco delle più grandi e costose X4 e X6, che al pari della X2 rappresentano le versioni più “emozionali” rispettivamente di X3 ed X5 la BMW X2 non ha una “coda” pronunciata come le suv-coupé già in vendita, ma è una vettura che punta sullo stile e sacrifica in parte la funzionalità, visto che il lunotto così rastremato e il tetto ad arco mal si conciliano con esigenze di carico e visibilità in manovra.

La BMW X2 riprende dalla X1 la meccanica costruttiva, con dimensioni leggermente inferiori per far apparire l’auto più compatta: sul pianale a trazione anteriore (o integrale, lo stesso anche della Mini Countryman) è montata una carrozzeria lunga 436 cm (8 cm in meno della X1), larga 182 cm e alta 153 cm (7 cm in meno della X1). L’impressione di maggior sportività si ritrova sulla X2 anche per effetto delle prese d’aria maggiorate nel fascione, dei fari anteriori sottili e della mascherina, che non è unita alle luci come su altre BMW recenti ma appare più larga e schiacciata. Le ruote si possono avere anche di 20 pollici. L’interno dell’auto è in linea con la tradizione del costruttore: il mobiletto centrale è rivolto verso il guidatore, lo schermo del navigatore (fino a 8,8 pollici) è sospeso ad effetto tablet e dietro alla leva del cambio si trova il pomello per gestire il sistema multimediale iDrive.

I motori a 4 cilindri ordinabili inizialmente per la BMW X2 sono il benzina 2.0 da 192 CV ed il turbodiesel 2.0 da 190 CV o 231 CV, tutti con trazione integrale. Il cambio abbinato ai diesel è l’automatico 8 marce a convertitore di coppia, mentre il benzina prevede il doppia frizione con 7 rapporti. La BMW ha annunciato che i motori meno impegnativi arriveranno il prossimo anno, insieme alle versioni a due ruote motrici con trasmissione manuale: dal 2018 si potranno ordinare il benzina a tre cilindri 1.5 da 140 CV e il diesel tre cilindri 1.5 da 150 CV. La X2 2018 è disponibile nelle varianti base, M Sport e M Sport X, le ultime due riservate a chi vuole ottenere un look più sportiveggiante o “robusto”: la X2 M Sport ha ruota da 19 o 20 pollici e dettagli esterni in nero lucido, la X2 M Sport X protezioni esterne grigie e rivestimenti sui sedili in tessuto e Alcantara.

Volvo XC40, il SUV compatto sposa lusso e praticità

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Eccola in tutti i suoi 4,42 metri di lunghezza la Volvo XC40, primo SUV compatto della Casa svedese che si pone un gradino sotto la XC60 e che inaugura la nuova architettura modulare CMA. L’importanza di questo modello, oltre all’allargamento della gamma scandinava con un terzo SUV dalle ambizioni globali, sta proprio nel debutto della piattaforma CMA che farà da base a tutte le prossime Volvo della serie 40, comprese le elettriche e i modelli della cinese Geely che come gruppo proprietario ha collaborato al suo sviluppo. La Volvo XC40 è già ordinabile.

Il presidente e ad Volvo Hakan Samuelsson ha detto: “La XC40 è un nuovo ingresso nel programma dei nostri modelli che dimostra freschezza, creatività e indipendenza, aumentando l’attrattiva del marchio Volvo e indicando una nuova strada”. In effetti già osservando lo stile della Volvo XC40 si può notare una diretta discendenza da XC60 e XC90, ma allo stesso tempo un trattamento dei volumi e dei dettagli che deriva dalla Concept 40.1 e traccia allo stesso tempo inediti percorsi di design. Il risultato appare moderno e tagliente, sottolineato dagli ormai inconfondibili fari a martello di Thor, dai cerchi in lega di grandi dimensioni che riempiono i generosi passaruota e dalla possibilità di avere il tetto verniciato in tinta a contrasto. Nell’abitacolo tutto nuovo e votato alla praticità si notano le grandi tasche nelle portiere, un curioso cestino dei rifiuti nella console centrale, il display da 9″ in plancia e la strumentazione digitale su schermo da 12,3″.

Al lancio la Volvo XC40 è proposta solo con trazione integrale, cambio automatico Geartronic 8 marce e due motori a quattro cilindri turbo di due litri, benzina e Diesel. La prima è la Volvo XC40 T5 AWD con 247 CV e 350 Nm che tocca i 230 km/h, impiega 6,5 secondi per andare da 0 a 100 km/h e consuma in media 7,3 l/100 km. L’altra è la XC40 D4 AWD da 190 CV e 400 Nm che arriva a 210 km/h, accelera da 0 a 100 in 7,9 secondi e consuma mediamente 5,1 l/100 km. Entrambe sono omologate Euro 6d-Temp. A primavera 2018 arriverà su alcuni mercati anche la versione T3 a benzina con 156 CV, trazione anteriore e cambio manuale. A seguire la XC40 sarà disponibile anche in versione ibrida, completamente elettrica e dotata del nuovo tre cilindri Volvo. Fra le dotazioni si segnala la presenza di ausili alla guida semi-autonoma come il mantenimento corsia, l’allerta bordo strada e il Cross Traffic Alert con frenata automatica, oltre al sistema di ricarica wireless per lo smartphone.

Urbana e off road: l’idea Citroen si chiama C3 Aircross

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Citroen C3 Aircross è un SUV compatto dall’aspetto moderno e accattivante caratterizzato da un abitacolo allegro ed estremamente modulabile. Ha il compito di sostituire la C3 Picasso (oltre 500.000 unità vendute nel mondo) e punta a ritagliarsi uno spazio importante nel segmento sempre più affollato delle crossover.

Più alta di 20 mm rispetto alla nuova generazione di C3 da cui eredita molto, la nuova C3 Aircross regala al guidatore una posizione di guida rialzata, strizzando l’occhio alle donne, esaltando il look da SUV pensata per la città ma anche per il tempo libero. Lo spazio a bordo è tanto e può essere gestito in modo ottimale. Si viaggia comodissimi in quattro, ma anche in cinque non si sta stretti. In solo 4,15 metri di lunghezza si riesce a trasportare anche un carico di 2,40 metri, abbattendo il divano posteriore e ripiegando il sedile del passeggero anteriore. Il bagagliaio ha una capacità che va dai 410 ai 520 litri in funzione di come viene posizionato il divano posteriore: è frazionabile e può scorrere e inclinarsi in due posizioni. Tuttavia abbattendo i sedili posteriori si arriva a disporre di ben 1.289 litri di capienza massima.

All’interno dell’abitacolo spiccano numerosi vani portaoggetti, così come nella consolle centrale si fa notare la zona di ricarica wireless per lo smartphone. Sono tante le combinazioni disponibili per quel che riguarda la scelta dei colori. Grazie a una gamma di 8 tinte per la carrozzeria, 5 per gli interni e 4 Pack Color, il cliente può scegliere tra ben 85opzioni. Il tutto impreziosito ulteriormente dalla presenza di un tetto scorrevole in vetro che esalta l’allegria dell’abitacolo della Aircross. La plancia è moderna e simile a quella della C3, con il display touch da 7’’ da cui si gestisce il sistema di infotainment con funzione Mirror Screen compatibile con AndroidAuto, Apple CarPlay e MirrorLink, e con navigazione 3D abbinata ai servizi TomTom Traffic. Unico neo la gestione del clima, affidata sempre al touch.

L’attenzione per il comfort è uno dei punti di forza del marchio Citroen. Dunque, non ci si poteva aspettare che sedute comode ed accoglienti, anche dopo tante ore alla guida. Anche la qualità dei materiali è in linea con le aspettative; migliorabili solo le plastiche dure delle portiere. Per quanto riguarda invece la tecnologia al servizio del comfort e della sicurezza ci sono a bordo 12 funzioni, tra cui, l’Head-Up Display, il riconoscimento dei limiti di velocità, l’Active Safety Brake, il Cruise Control, il sistema di sorveglianza dell’angolo morto, il Park Assist e l’avviso di superamento involontario della linea di carreggiata. Disponibile in optional su tutti gli allestimenti c’è anche il Grip Control con Hill Assist Descend, pensato per agevolare il pilota di fronte a discese molto ripide su terreni scivolosi, sentieri battuti o piccoli tratti di fuoristrada.

La nuova Citroen C3 Aircross è disponibile in abbinamento a tre motori benzina e due diesel. Si parte dal PureTech 85 realizzato per i neopatentati fino ad arrivare al PureTech 110 (disponibile anche con l’automatico EAT6), a cui farà seguito più avanti un PureTech 130. Sul fronte dei diesel troviamo invece il BlueHDi 100 e il 120 S&S. Nel corso della nostra prova abbiamo testato il benzina da 110 CV abbinato al cambio automatico e il diesel da 120 CV che si è rivelato molto piacevole. Il primo è silenzioso, lineare, caratterizzato dalla potenza giusta per far tutto. Il secondo è più scattante e brioso, ma allo stesso tempo è anche un po’ più rumoroso. Quale scegliere tra i due? A noi ha convinto di più il benzina con il cambio automatico, ma dipende sempre dalla destinazione d’uso. Infine, la maggiore altezza da terra rispetto alla C3 non ha compromesso troppo il piacere di guida. La nuova Aircross è piacevole sia in città che fuori. Considerando il segmento di appartenenza, ha un volante piuttosto diretto e un assetto equilibrato, che regala il giusto comfort e un buon sostegno quando si aumenta un po’ il ritmo.

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