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Andrea

Urbana e off road: l’idea Citroen si chiama C3 Aircross

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Citroen C3 Aircross è un SUV compatto dall’aspetto moderno e accattivante caratterizzato da un abitacolo allegro ed estremamente modulabile. Ha il compito di sostituire la C3 Picasso (oltre 500.000 unità vendute nel mondo) e punta a ritagliarsi uno spazio importante nel segmento sempre più affollato delle crossover.

Più alta di 20 mm rispetto alla nuova generazione di C3 da cui eredita molto, la nuova C3 Aircross regala al guidatore una posizione di guida rialzata, strizzando l’occhio alle donne, esaltando il look da SUV pensata per la città ma anche per il tempo libero. Lo spazio a bordo è tanto e può essere gestito in modo ottimale. Si viaggia comodissimi in quattro, ma anche in cinque non si sta stretti. In solo 4,15 metri di lunghezza si riesce a trasportare anche un carico di 2,40 metri, abbattendo il divano posteriore e ripiegando il sedile del passeggero anteriore. Il bagagliaio ha una capacità che va dai 410 ai 520 litri in funzione di come viene posizionato il divano posteriore: è frazionabile e può scorrere e inclinarsi in due posizioni. Tuttavia abbattendo i sedili posteriori si arriva a disporre di ben 1.289 litri di capienza massima.

All’interno dell’abitacolo spiccano numerosi vani portaoggetti, così come nella consolle centrale si fa notare la zona di ricarica wireless per lo smartphone. Sono tante le combinazioni disponibili per quel che riguarda la scelta dei colori. Grazie a una gamma di 8 tinte per la carrozzeria, 5 per gli interni e 4 Pack Color, il cliente può scegliere tra ben 85opzioni. Il tutto impreziosito ulteriormente dalla presenza di un tetto scorrevole in vetro che esalta l’allegria dell’abitacolo della Aircross. La plancia è moderna e simile a quella della C3, con il display touch da 7’’ da cui si gestisce il sistema di infotainment con funzione Mirror Screen compatibile con AndroidAuto, Apple CarPlay e MirrorLink, e con navigazione 3D abbinata ai servizi TomTom Traffic. Unico neo la gestione del clima, affidata sempre al touch.

L’attenzione per il comfort è uno dei punti di forza del marchio Citroen. Dunque, non ci si poteva aspettare che sedute comode ed accoglienti, anche dopo tante ore alla guida. Anche la qualità dei materiali è in linea con le aspettative; migliorabili solo le plastiche dure delle portiere. Per quanto riguarda invece la tecnologia al servizio del comfort e della sicurezza ci sono a bordo 12 funzioni, tra cui, l’Head-Up Display, il riconoscimento dei limiti di velocità, l’Active Safety Brake, il Cruise Control, il sistema di sorveglianza dell’angolo morto, il Park Assist e l’avviso di superamento involontario della linea di carreggiata. Disponibile in optional su tutti gli allestimenti c’è anche il Grip Control con Hill Assist Descend, pensato per agevolare il pilota di fronte a discese molto ripide su terreni scivolosi, sentieri battuti o piccoli tratti di fuoristrada.

La nuova Citroen C3 Aircross è disponibile in abbinamento a tre motori benzina e due diesel. Si parte dal PureTech 85 realizzato per i neopatentati fino ad arrivare al PureTech 110 (disponibile anche con l’automatico EAT6), a cui farà seguito più avanti un PureTech 130. Sul fronte dei diesel troviamo invece il BlueHDi 100 e il 120 S&S. Nel corso della nostra prova abbiamo testato il benzina da 110 CV abbinato al cambio automatico e il diesel da 120 CV che si è rivelato molto piacevole. Il primo è silenzioso, lineare, caratterizzato dalla potenza giusta per far tutto. Il secondo è più scattante e brioso, ma allo stesso tempo è anche un po’ più rumoroso. Quale scegliere tra i due? A noi ha convinto di più il benzina con il cambio automatico, ma dipende sempre dalla destinazione d’uso. Infine, la maggiore altezza da terra rispetto alla C3 non ha compromesso troppo il piacere di guida. La nuova Aircross è piacevole sia in città che fuori. Considerando il segmento di appartenenza, ha un volante piuttosto diretto e un assetto equilibrato, che regala il giusto comfort e un buon sostegno quando si aumenta un po’ il ritmo.

Nuova Volkswagen Tiguan Allspace: più spazio per tutti

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Se anche voi siete abituati a trasportare un po’ di tutto con la vostra auto e a caricare all’inverosimile ogni spazio del vostro SUV, crossover, station wagon o monovolume, allora potreste essere interessati alla Volkswagen Tiguan Allspace, versione allungata, ingrandita e fino a 7 posti della nuova Tiguan. Basta vedere i numeri per capire quanto la Tiguan Allspace, anche solo in configurazione 5 posti, ha guadagnato in capacità di carico rispetto alla Tiguan: 760 litri (+ 145 litri) fino alla cappelliera e 1.920 litri (+265 litri) fino al tetto con i sedili abbattuti. Sono valori che si avvicinano ad una monovolume e posizionano la Tiguan Allspace subito sotto la grande Touareg, anche nelle misure esterne che riportano un passo allungato fino a 2.790 mm (+109 mm) e una lunghezza complessiva di 4.701 mm (+215 mm) quasi tutta ottenuta con uno sbalzo posteriore aumentato di 106 mm. In Italia i motori disponibili sono le varianti del 2.0 TDI da 150 e 190 CV, anche con cambio doppia frizione DSG e trazione integrale 4Motion.

 

Il design della Volkswagen Tiguan Allspace si caratterizza soprattutto per la coda allungata che può ospitare la terza fila di sedili in configurazione 7 posti correttamente definita 5+2. Le modifiche estetiche hanno riguardato l’allungamento delle portiere posteriori, un profilo crescente della linea di cintura al posteriore e un rialzo del cofano motore rispetto alla calandra; di serie su tutte le Allspace sono le protezioni sottoscocca di colore Grigio Titanio. Come la Tiguan, anche la versione allungata è disponibile nelle versioni allroad e offroad che differiscono per la forma del frontale, le protezioni e l’angolo d’attacco. Nella dotazione standard ci sono anche i mancorrenti sul tetto che a sua volta presenta abbondanti nervature sulla superficie, omaggio ai fuoristrada classici. La gamma italiana di Tiguan Allspace, priva di una versione base, è composta dall’allestimento Business già dotato di cruise control adattivo e navigatore Discover Media con schermo da 8″ e dall’Executive che ha fari full LED e strumentazione digitale Active Info Display. Nella versione 5+2 la capacità di carico si riduce a 230, 700 e 1.775 litri a seconda della configurazione dei sedili.

 

Dotata dei motori a gasolio 2.0 TDI da 150 CV e 190 CV, entrambi Euro 6 con catalizzatore SCR e serbatoio AdBlue, l’inedita Tiguan Allspace vanta una capacità di traino di 2.200 kg nel caso della trazione anteriore e 2.500 kg con la trazione integrale; il gancio di traino estraibile elettricamente è un optional. La Allspace 2.0 TDI 150 CV può avere entrambi i tipi di trazione, mentre la 2.0 TDI 190 CV è solo integrale 4Motion con 4Motion Active Control e selezione del profilo di guida. In Italia tutte le Volkswagen Tiguan Allspace sono dotate di cambio automatico doppia frizione DSG. Il consumo dichiarato per la 2.0 TDI 4Motion 150 CV è di 6,9 l/100 km. Nella dotazione base della Tiguan Allspace Business c’è climatizzatore automatico tri-zona Climatronic, fari posteriori a LED, sensori pioggia, sistema di mantenimento corsia, frenata d’emergenza City e cerchi da 17″. La più ricca Tiguan Allspace Executive ha, oltre ai equipaggiamenti citati, cerchi da 18″, sedili sportivi, specchietti ripiegabili elettricamente e Dynamic Light Assist.

Volkswagen T-Roc, il suo primo baby Suv

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Si dice “B-SUV”, si chiama T-Roc. È la novità di Wolfsburg svelata in queste ore e destinata ad arricchire la lineup “compatta” Volkswagen affiancando la eterna bestseller Golf, rispetto alla quale si presenta come una “parziale” evoluzione.

La inedita Volkswagen T-Roc dalle linee marcatamente “crossover” debutterà sul mercato il prossimo novembre: i prezzi partiranno indicativamente da 22.900 euro per la declinazione di ingresso alla gamma, ovvero la piccola 1.0 TSI a tre cilindri da 115 CV e 200 Nm di coppia massima.

Le altre varianti di T-Roc, al momento del “lancio”, saranno il 1.5 TSI benzina da 150 CV – 250 Nm (che verrà declinato nelle due versioni a cambio manuale a sei rapporti e DSG sette rapporti con comando a doppia frizione, nonché nel modello a trazione integrale 4Motion) e, sul fronte dei modelli a gasolio, l’unità 1.6 TDI 115 CV – 250 Nm (cambio manuale a sei rapporti e trazione anteriore) e 2.0 TDI: quest’ultimo verrà proposto su due livelli di potenza, ovvero 150 CV – 340 Nm (cambio manuale a sei rapporti oppure DSG a sette rapporti e trazione anteriore o integrale 4Motion) e 190 CV – 400 Nm, equipaggiato esclusivamente con cambio DSG sette rapporti e trazione integrale 4Motion.

Il via alla fase di prevendita è fissato per settembre: la produzione viene affidata, per i mercati europei, alle linee di montaggio di Setùbal(Portogallo).

Si segnala, riguardo alla trasmissione 4Motion, l’adozione del sistema Active Control dotato di dispositivo per la selezione della modalità di guida (un comando a manopola “Driving Experience Control” collocato sulla consolle centrale permette la commutazione fra quattro modalità di guida: “Street” e “Snow” come profili stradali; “Offroad” e “Offroad Individual” come profili fuoristrada).

Allestita sulla piattaforma MQB – Modularer Querbaukasten, Volkswagen T-Roc misura, rispettivamente, 4,23 m di lunghezza, 1,82 m di larghezza(esclusi gli specchi retrovisori esterni) e 1,57 m di altezza, per 2.603 mm di passo. Rispetto alla “sorella maggiore” Tiguan, dunque, l’ingombro longitudinale risulta inferiore di 25 cm. E, in confronto al modello di riferimento Golf, 3 cm in meno nella lunghezza e 8 cm in più nell’altezza. Buona la capacità del vano bagagli: 445 litri nel normale assetto di marcia, che possono aumentare a 1.290 l con i sedili posteriosi (frazionati a schema 40 : 60) totalmente abbattuti.

Da segnalare, ai fini dell’ottimizzazione nella tenuta di strada e come espressività di un impiego “loisirs” ma non “estremo” nei percorsi offroad, un baricentro nel complesso più basso rispetto alla media “Sport Utility” di segmento medio, e nello stesso tempo i ridotti sbalzi (831 mm anteriori e 800 mm posteriori) e ampie carreggiate (1.546 mm anteriore e 1.541 mm posteriore).

All’interno, Volkswagen T-Roc viene equipaggiata con un dispositivo “Active Info Display” (strumentazione totalmente digitale su schermo da 11.7“) di nuova generazione e aggiornati sistemi infotainment con schermo da 8”. Di serie per tutte le versioni il sistema Composition Media che comprende lettore CD e display 8” interamente rivestito in vetro. La versione top di gamma viene equipaggiata con il Discover Media arricchito con il modulo di navigazione. L’Active Info Display e l’infotainment contemplano l’itulizzo della gamma di servizi online, App-Connect (compatibili con gli standard MirrorLink, Apple carPlay e Android Auto) e applicazioni tramite smartphone e Volkswagen Car-Net.

Per concludere, ecco la dotazione di sistemi per la sicurezza attiva che vengono installati a bordo di Volkswagen T-Roc: dispositivo di frenata automatico con funzione anti-collisione multipla, Lane Assist per il mantenimento della corsia di marcia, Front Assist con riconoscimento pedoni e frenata di emergenza City. A ciò si aggiungono, nell’equipaggiamento a richiesta, ulteriori sistemi di assistenza: Cruise Control con regolazione ACC della distanza di sicurezza, riconoscimento segnaletica stradale, telecamera posteriore Rear View, Rear Traffic Alert di assistenza all’uscita dai parcheggi, assistenza al cambio corsia con sensore Blind Spot, Lane Assist, Park Assist con frenata in fase di manovra, assistente nella guida in colonna ed Emergency Assist, sistema di protezione proattiva occupanti, riconoscimento stanchezza conducente e sensore di controllo abbaglianti Light Assist.

Nuova Arteon: il coupé sportivo secondo Volkswagen

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È arrivata sul mercato italiano la Volkswagen Arteon. Un modello inedito, una berlina 4 porte con linee posteriori a moʼ di coupé, che punta a rinnovare il design compassato delle sue berline classiche. Rispetto alla Passat, la Arteon vuol essere una sorta di granturismo a 4 porte, una fastback, con linee più emozionali ma senza trascurare la versatilità del grande abitacolo e del vano bagagli.

Il “volto” di Arteon svela un lavoro fatto a partire dalla pagina bianca. Tutto è nuovo, la calandra con inserti cromati e i gruppi ottici a LED, mentre la fiancata è sì molto dinamica ma è la parte di carrozzeria che più cita la Passat. Il terzo volume è ovviamente costruito ex novo e dona alla vettura lʼoriginale silhouette sportiva. Gli interni si annunciano come i più spaziosi mai elaborati per unʼauto di segmento D, con tanto spazio sopra la testa dei passeggeri e le più avanzate funzioni hi-tech. Il volante multifunzione in pelle con “palette” per cambio DSG si accompagna ai sedili anteriori riscaldabili. Nella dotazione di bordo spicca il climatizzatore automatico a tre zone, il navigatore Discover Media con display touchscreen da 8 pollici, lʼApp-Connect e la strumentazione interamente digitale.

La dotazione di sicurezza della Volkswagen Arteon è al vertice e può contare sullʼAdaptive Cruise Control con funzione Stop&Go, sulla frenata dʼemergenza automatica con riconoscimento pedoni, su 7 airbag compreso quello per le ginocchia lato guida, il controllo di stabilità con assistente di controsterzata e stabilizzazione del rimorchio, il sistema di mantenimento corsia e quello di frenata anti collisione multipla. I fari sono Full LED, cʼè il Park Pilot e lo Sterzo progressivo in base alla velocità.

Volkswagen Arteon è disponibile in due allestimenti – Elegance e Sport – e una gamma motori diesel con potenze da 150 a 240 CV. Lʼunico motore a benzina è il brillante 2.0 turbo TSI da 280 CV. Il cambio a doppia frizione DSG a 7 rapporti è proposto di serie, mentre la trazione integrale 4Motion è disponibile a partire dalla motorizzazione 2.0 TDI da 190 CV.

Nuova E‑PACE, il primo SUV compatto Jaguar

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Un look da auto sportiva abbinato a tutta la funzionalità e versatilità delle suv: la Jaguar ha sintetizzato così la sua nuova proposta Jaguar E-Pace, di cui ha diffuso immagini e informazioni ufficiali. La novità ha dimensioni compatte e vuole offrire a un pubblico il piacere di una suv sportiva e di classe proposto con la sorella più grande F-Pace. La Jaguar E-Pace è infatti lunga 439 cm, cioè 34 cm meno della sorella maggiore F-Pace e 5 cm in meno della rivale più diretta, la BMW X1. Con il passo lungo 268 cm la silhouette della Jaguar E-Pace appare molto equilibrato e fluido, capace di trasmettere grande dinamicità. A questa impostazione di base si abbina un design “pulito” ed essenziale, con forti legami con l’impostazione della coupé F-Type, specie nel frontale.

Il colpo d’occhio offerto dalla Jaguar E-Pace è dominato dalla mascherina di dimensioni verticali contenute (almeno rispetto alla tendenza oggi diffusa) e dal profilo semplice. Un design senza fronzoli o linee inutili hanno anche le grandi prese d’aria laterali, su cui l’insieme sembra… “appoggiare”. La stessa logica di essenzialità la si ritrova nel profilo laterale, caratterizzato da sbalzi molto limitati e disegno fluente e privo di elementi ad effetto. Tutto “appoggiato” su ruote con cerchi che possono essere anche da 21”. Insomma, un grande esercizio di stile nel solco della tradizione di sobrietà e sportività della casa inglese.
Jaguar E-Pace

Si può dire che analoga filosofia di base la Jaguar E-Pace la presenti anche nell’abitacolo, progettato per ospitare cinque persone comodamente accompagnate da un bagagliaio di 577 litri di capacità (estensibili a 1.234 adattando lo schienale dei posti posteriori). Gi elementi dominanti paiono essere il volante utilizzato per ospitare numerosi comandi e la console centrale, dal design molto ordinato e con un elemento particolare che la caratterizza: la vistosa cornice che la chiude in alto e voler rendere esplicito che la console è di competenza di chi è al volante.

Fin dalla diffusione delle prime notizia sulla E-Pace, la Jaguar ha voluto sottolineare la ricca dotazione el modello. Il sistema multimediale adottato è il Touch Pro, con display centrale da 10” touchscreen, con il pacchetto InControl volto a offrire a chi è volante il pieno dominio della vettura. Quanto alle possibilità di “navigare” è prevista la connessione 4G con Wi-Fi di bordo. E non mancano gli elementi che mettono le possibilità della E-Pace a disposizione di tutti gli occupanti della vettura. È il caso delle 4 prese 12 volt per ricaricare i vari dispositivi e delle 5 attacchi USB.

Le sospensioni posteriori hanno una struttura articolata, chiamata Integral Link. Per sfruttare le doti strutturali la Jaguar E-Pace è dotata del sistema Configurable Dynamics il quale consente di predisporre le regolazioni che incidono sul comportamento stradale così che la vettura si addica nel miglior modo allo stile di guida di chi è al volante (si può regolare acceleratore, logica del cambio automatico e la risposta dello sterzo). E questo profilo “su misura” interessa anche le sospensioni, grazie al sistema Adaptive Dynamics.

La Jaguar E-Pace sarà disponibile con una gamma di motori tutti a quattro cilindri turbo della famiglia Ingenium, disposti trasversalmente nel cofano anteriore. Si parte con il diesel 2.0 nelle potenze di 150, 180 CV e 240 CV, per passare al benzina 2.0 offerto con 250 o 300 CV. L’unica versione disponibile con la sola trazione anteriore è la D150 2WD con il cambio manuale abbinato al diesel da 150 CV, mentre tutte le altre sono dotate di serie della trazione integrale. Il cambio automatico è il noto ZF a nove rapporti. Scorrendo la scheda tecnica della E-Pace salta all’occhio il peso: la più leggera della gamma, ancora una volta la D150 2WD manuale, fa segnare sulla bilancia 1700 kg, contro i 1430 kg della corrispondente versione della BMW X1 (la 18d sDrive). Ben 270 kg in più che la suv inglese dovrà portarsi appresso rispetto alla rivale tedesca, dovuti alla scelta di utilizzare il pianale della Land Rover Discovery Sport che, essendo stato sviluppato in origine per una suv adatta al fuoristrada, è evidentemente molto robusto e quindi pesante.

Al top è anche l’equipaggiamento di dispositivi per l’assistenza alla guida. La Jaguar ha comunicato che la E-Pace sarà disponibile con il sistema Autonomous Emergency Braking, che impiega una telecamera ed è in grado di rilevare la presenza di pedoni oltre che controllare la corretta posizione del veicolo nella corsia di marcia e “leggere” i segnali stradali e riportarli nel cruscotto. Per le manovre di parcheggio ci sono sistemi di assistenza sia davanti che dietro.

Nuova BMW X3: per un noleggio lungo termine dal carattere forte

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Dal 2003, le prime due generazioni della Bmw X3 hanno venduto nel mondo oltre 1,5 milioni di unità. Adesso arriva la terza generazione a continuare una storia di successo, con un aspetto più marcato, un peso alleggerito fino a 90 kg, propulsori più potenti ed efficienti ed equipaggiamenti ancor più orientati al lusso.

Come tutti i membri della famiglia X, anche la nuova X3 combina il look da fuoristrada con un’indole sportiva, dettata dalle tipiche proporzioni Bmw e dalla distribuzione perfetta dei pesi (50:50). Le varianti di allestimento saranno xLine, M Sport e la nuova Luxury Line, più tutta l’offerta Bmw Individual.

Oltre ai cerchi in lega da 18 pollici (finora da 17”) di serie, a richiesta sono disponibili misure fino a 21 pollici, mentre le tre varianti di modello creano negli interni un ambiente diverso a seconda dei gusti. Il comfort a bordo può essere aumentato con nuovi equipaggiamenti, molti dei quali optional, come il climatizzatore automatico a tre zone, il pacchetto Ambient Air, l’aerazione attiva dei sedili e la funzione cargo dello schienale del divanetto posteriore (diviso nel rapporto 40:20:40).

Un’altra novità è la Bmw Display Key, che permette di visualizzare varie informazioni sullo stato della vettura e funge da comando ad esempio per far partire il riscaldamento a distanza. Gli optional disponibili per una guida più sportiva sono l’assetto M Sport, il Dynamic Damping Control, il freno sportivo M e lo sterzo variabile sportivo.

Al lancio, la nuova Bmw X3 sarà disponibile con prezzi a partire da 49.900 euro (Iva e messa su strada incluse) con una scelta fra due diesel e tre benzina: la potente X3 M40i da 360 cv, X3 xDrive30i da 252 cv, X3 xDrive20d 190 cv e X3 xDrive30d 265 cv. Poco dopo il lancio arriverà anche la X3 20i 184 cv nella sola versione a trazione integrale (in Europa). Di serie, tutti i motori sono combinati con il cambio Steptronic a 8 rapporti ottimizzato.

Come ormai abitudine sugli ultimi modelli Bmw, anche la nuova X3 offrirà molto dal punto di vista della guida semi-automatizzata: Active Cruise Control e pacchetto di sicurezza Driving Assistant Plus, inclusi l’assistente di sterzo e di guida in carreggiata, Lane Change Assistant (probabilmente da dicembre) e assistente di mantenimento della corsia con protezione attiva anticollisione laterale.

Citroen C3 Aircross: Urban Suv compatto

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Sarà sicuramente una delle protagoniste del Salone di Francoforte, in settembre. Cercando di ripetere il successo della berlina: la C3 Aircross è una delle B-SUV più attese dal mercato. Deriva dalla C3, dalla quale eredita moltissimo non solo dal punto di vista tecnico, ma anche da quello stilistico, con personalizzazioni e stilemi che la differenziano in maniera efficace dalla concorrenza. Lo si era già visto all’ultimo Salone di Ginevra dove era stata ‘anticipata’ dalla C-Aircross Concept.

Lunga 4,15 metri, la C3 Aircross ha un passo di 2,6 metri e offre tutti gli elementi tipici delle crossover urbane, come le protezioni in plastica grezza su paraurti e passaruota e gli inserti d’alluminio anteriori e posteriori. Grazie alla combinazione di otto tinte esterne, tre varianti del tetto, quattro pack color e cinque armonie per gli interni i clienti potranno contare su ben 85 combinazioni diverse per creare il proprio esemplare. L’altezza da terra è superiore di 20 mm rispetto alla C3, che, a sua volta, risulta 15 cm più corta della nuova Aircross, pur condividendo la medesima piattaforma.

In base alla filosofia Citroën Advanced Comfort, la Casa ha puntato tutto sulla praticità e sulla ricchezza delle dotazioni. Oltre alla sedute particolarmente larghe e confortevoli, il sedile posteriore è scorrevole di 150 mm in due sezioni e frazionabile, oltre a quello anteriore destro con schienale abbattibile. La soluzione permette di caricare oggetti fino a 2,4 metri di lunghezza, mentre la capacità del bagagliaio varia da 410 a 520 litri in base alla posizione del divano e fino a 1.289 litri con due soli posti utili.

Citroen ha già reso noto le principali dotazioni, anche se il modello arriverà non prima di fine anno. Ci saranno quindi il Connect Nav con Mirror Screen, la ricarica wireless per smartphone, il Park Assist, l’Active City Brake, il sistema Keyless, l’head-up display, la retrocamera Top Rear Vision, l’avviso di superamento della carreggiata, il controllo dell’angolo morto, il Drive Attention Alert e il riconoscimento della segnaletica stradale e dei limiti di velocità.

Per la C3 Aircross, la Casa transalpina ha scelto il collaudato schema con trazione anteriore e Grip Control oltre all’Hill Assist Descent per gestire la motricità e la guida in condizioni di scarsa aderenza. Per la cronaca, in combinazione con il Grip Control – che propone le modalità di guida Standard, Sabbia, Fuoristrada, Neve e Espo Off – sono offerti anche i pneumatici M+S da 16 o 17 pollici. Al lancio la vettura sarà proposta nelle versioni Puretech 82, 110 e 130 benzina e BlueHDi 100 e 120. Per il momento l’unico modello con cambio automatico Eat6 opzionale sarà il Puretech 110 benzina.

Opel Grandland X, il nuovo Suv compatto e sportivo

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Dopo Mokka e Crossland, Opel completa il tris della famiglia X con Grandland X, il modello più grande – è lungo 4.447 mm – della nuova gamma a ruote alte che vedremo negli show room del marchio a settembre, subito dopo il debutto pubblico ufficiale al Salone di Francoforte in programma dal 14 al 24 dello stesso mese.

Anche nelle sue vene, come in quelle del più piccolo Crossland X, scorre copioso il sangue francese, visto che la piattaforma modulare Emp2 e l’intera gamma motori arrivano dal gruppo Psa nell’ambito dell’accordo di collaborazione finalizzato allo sviluppo congiunto di tre modelli (i due Suv-crossover e il nuovo commerciale Combo), un elenco destinato ovviamente ad ampliarsi con la formalizzazione (non ancora conclusa e non priva di ostacoli) dell’incorporazione di Opel nel gruppo francese.

Ancora una volta i designer di Rüsselsheim hanno avuto la mano felice nel nascondere la parentela con l’equivalente modello francese, nella fattispecie la nuova Peugeot 3008. Grandland X si caratterizza per lo stile originale, le linee fluide che ne enfatizzano la sportività, le proporzioni equilibrate e un ampio ricorso a effetti stilistici come le alette scolpite che sembrano sostenere il logo al centro della calandra e, protendendosi fin quasi a toccare i gruppi ottici, fa apparire la vettura più larga, a tutto vantaggio di una forte presenza su strada alla quale concorrono i passaruota molto scolpiti.

Il ricorso a soluzioni estetiche capaci di creare positive “illusioni ottiche” sono per Grandland X un elemento ricorrente: la silhouette filante non lascia trasparire lo spazio generoso disponibile nell’abitacolo, le fiancate con la nuova interpretazione della tipica lama Opel fanno sembrare la vettura più leggera, mentre il doppio gradino posteriore accentua la sensazione di dinamismo. Per non parlare il profilo protettivo in materiale plastico che circonda la parte inferiore della carrozzeria, enfatizzando l’effetto Suv di una vettura che pure non dispone di trazione integrale, sostituendola almeno in parte con un’altra eredità del partner francese, il Grip Control che gestisce la distribuzione della coppia, ottimizzandola in base al tipo di terreno da affrontare.

L’illusione ottica si ritrova anche nell’abitacolo, che condivide l’impostazione generale con Astra, Crossland X e Insignia, dove il disegno della plancia – divisa in tre blocchi funzionali (infotainment, clima e assetti della vettura – è studiato per amplificare la sensazione di larghezza e dinamismo. A renderlo particolarmente luminoso concorre la disponibilità del tetto panoramico a due sezioni ad azionamento elettrico, mentre il comfort è garantito dai sedili anteriore certificati dall’istituto tedesco Agr, specializzato nello studio della postura, oltre che dalla possibilità di riscaldare i sedili, compresi quelli posteriori, la corona del volante e il parabrezza. Interesante anche la capacità del bagagliaio, compresa tra 514 e 1.652 litri, con il portellone che può essere arricchito con il sistema di apertura a mani libere.

Tra gli obiettivi del progetto c’era anche quello di offrire con Grandland X contenuti tecnologici d’avanguardia. Missione compiuta, con dotazioni disponibili spaziano dai fari full Led ricchi di funzioni intelligenti al sistema di prevenzione dei colpi di sonno, dalla frenata automatica d’emergenza con rilevamento pedoni alla telecamera posteriore con visione a 360 gradi con sistema di assistenza al parcheggio.

L’assistente personale Opel Onstar di origine GM ma destinato a equipaggiare i modelli Opel anche dopo il distacco dal gigante Usa offre numerose funzioni (tra le più recenti, le prenotazioni alberghiere e la ricerca di un parcheggio), oltre a trasformare l’abitacolo in un hotspot wi-fi, e unitamente ai sistemi IntelliLink di ultima generazione, compatibili con Android Auto e Apple CarPlay, garantiscono a chi viaggia con Grandland X i più elevati livelli di connettività. Oltre alla possibilità di ricaricare il cellulare in modalità wireless grazie al sistema a induzione.

Hyundai Kona, la nuova Suv compatta e corazzata

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Hyundai ha ufficialmente presentato, la Kona, suv compatto del marchio coreano.

Il nuovo veicolo segna un passo importante nella strategia di crescita di Hyundai, completando l’offerta suv del brand.

Nuova Kona  è uno sport utility dal carattere distintivo, che va a rafforzare la credibilità che il marchio si è guadagnato nel segmento con oltre 1.4 milioni di unità immatricolate in Europa dal lancio della prima generazione Santa Fe nel 2001. Un successo al quale ha contribuito in maniera decisiva anche l’Italia, dove la sola Tucson ha superato le 34mila unità in poco più di un anno e mezzo (il lancio è di settembre 2015).

Collocandosi nel segmento SUV-B, Kona unisce la forte design identity del brand ad una natura decisa, funzionalità premium e le più moderne tecnologie in termini di connettività e sicurezza.

Il frontale, fortemente espressivo, cattura l’attenzione con il suo look accattivante grazie alla “cascading grille” – cifra stilistica del design Hyundai – insieme al  gruppo ottico anteriore che ne accentua il carattere, con luci diurne a led  posizionate al di sopra dei fanali anteriori, anch’essi disponibili a led. Robusto e solido, lo stile di Hyundai KONA è enfatizzato dalle proporzioni studiate per il modello, mentre i tanti e originali colori per la carrozzeria, così come i due toni per il tetto, offrono numerose combinazioni, che soddisfano ogni stile.

Gli interni  sono caratterizzati da superfici levigate nella parte superiore della plancia, che le donano un’impronta sinuosa e rifinita, mentre i dettagli verniciati in nero ne rappresentano il lato più moderno e tecnologico. La scelta di colori accesi per le cuciture a contrasto su sedili e volante è espressione dell’attenzione ai dettagli e della raffinatezza che ha guidato lo sviluppo degli interni della vettura.

Fin dal suo debutto, Kona sarà disponibile con due motori turbo benzina dalle dimensioni contenute, che offrono ottime prestazioni e consumi ridotti: un 1.0 T-GDI da 120cv (88kW) abbinato a un cambio manuale a sei marce di serie (consumi da 5.3 l/100 km con emissioni di CO2 da 119 g/km*) e un più potente 1.6 T-GDI da 177cv (130kW) in combinazione al cambio automatico doppia frizione 7DCT sviluppato da Hyundai (consumi da 7.3 l/100 km con emissioni di CO2 da 169 g/km*). La trazione integrale di KONA (disponibile su richiesta) è in grado di supportare il guidatore in tutte le situazioni di guida, spostando – in caso di necessità – fino al 50% della coppia motrice alle ruote posteriori. Nell’estate 2018 debutterà inoltre la nuova generazione di motori 1.6 diesel, in combinazione con la trasmissione manuale a 6 marce e, su richiesta, automatica a doppia frizione 7DCT.

Tra le curiosità, con Kona esordisce per la prima volta su una Hyundai l’head-up display, che proietta le informazioni utili al livello dello sguardo del guidatore per una guida ancora più piacevole e sicura. La sua luminosità bilanciata e la dimensione delle immagini, che arriva fino a 8’’, non solo garantiscono una visibilità ottimale con la luce del giorno, ma anche una più immediata elaborazione delle informazioni, a tutto vantaggio di una costante attenzione alla strada da parte del conducente.

Kona, poi, offre anche un pacchetto di sistemi di connettività all’avanguardia: il sistema di navigazione da 8’’ integra tutte le funzioni musicali e telefoniche e supporta sia Apple CarPlay che Android Auto. Il sistema include, inoltre, sette anni di Servizi Live (informazioni aggiornate in tempo reale su meteo, traffico, autovelox, ricerche on-line per i luoghi d’interesse).

Disponibile su richiesta pure la base di ricarica wireless per smartphone (standard Qi), che consente ai passeggeri di ricaricare comodamente i telefoni compatibili durante il viaggio.

La vettura, infine, promette anche un elevato grado di sicurezza grazie a sistemi di sicurezza attiva come la frenata autonoma di emergenza con rilevamento di pedoni e ceicoli (AEB), il sistema di mantenimento della corsia (LKAS), l’illuminazione statica degli angoli e la gestione dei fari abbaglianti (HBA), il driver attention alert (DAA), l’avviso di possibili urti oosteriori (RCTA) e il rilevatore dell’angolo cieco (BSD).

Eleganza urbana e fascino da SUV: è il nuovo Opel Crossland X

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Disegnata con i precisi canoni stilistici di Russelheim inclusivi di elementi dai suv compatti e piccole monovolumi, la Crossland X ha sterzo e dimensioni (è lunga 4,21 metri e larga 1,77) cittadine, tecnologie avanzate, connettività diffusa e spazio a volontà dal bagagliaio ai sedili ergonomici. Che si allungano, scorrono e si ripiegano aumentando il volume di carico da 410 a 1255 litri.

Modularità e forme che seguono la funzione creano dunque spazi rigorosi e funzionali all’interno di un abitacolo ampio, quantomeno come sensazione, e luminoso. Due qualità importanti quest’ultime che alleggeriscono la fatica nelle lunghe percorrenze e la percezione del tempo dopo tante ore al volante; nel traffico e in autostrada.

L’attitudine urbana della Crossland X non preclude infatti la possibilità del viaggio. Le sospensioni sono giustamente tarate sul confort, la posizione di guida è leggermente rialzata e la silenziosità buona in relazione alla media del segmento. Soprattutto scegliendo il milledue turbo diesel da 110 – o meglio ancora 130 – cavalli con 205 newton metro di coppia ed un consumo medio di circa 5,5 litri per cento chilometri. Chi percorre molta strada può optare per i propulsori 1600 a gasolio con potenze comprese tra 99 e 120 Cv da abbinare al cambio manuale o automatico AT6.

Per ritagliarsi un posto di rilievo nel sempre più congestionato e florido segmento dei crossover, che di recente ha registrato una crescita di quasi il trenta percento, la Crossland X punta su design, praticità, qualità complessiva e naturalmente sulle tecnologie di casa Russelheim relative a sistemi di sicurezza attiva, assistenze al conducente, servizi on-line, riconoscimento della segnaletica, compatibilità con gli smart-phone, wi-fi hotspot ed il prezioso supporto a trecentosessanta gradi di On Star.

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