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Andrea

Noleggio auto lungo termine Hyundai Kona

Unica e sicura di sé, nuova Hyundai KONA

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Autonomia, prestazioni e accessibilità: queste alcune delle caratteristiche grazie alle quali nuova Hyundai Kona Electric ha conquistato una serie di premi automobilistici a soli sei mesi dal lancio sul mercato in Europa, avvenuto nella seconda metà del 2018, riuscendo ad affermarsi come una vera e propria ‘best in class’ nella sua categoria. Il primo B-suv completamente elettrico ha inoltre brillato nei test condotti dalle principali testate di settore, italiane e internazionali, grazie ai suoi sorprendenti risultati in termini di autonomia reale e consumi di energia.

In occasione della prima ‘sfida’ comparativa italiana fra i sei modelli a batteria più venduti nel nostro Paese, nuova Hyundai Kona Electric si è conquistata il titolo di ‘best in class’ per efficienza(13,1 kWh/100km), davanti a Tesla Model S, Jaguar I-Pace, Nissan Leaf, Renault Zoe, e smart EQ fortwo. Suo anche il secondo posto per autonomia reale, con 435 km percorsi con una sola carica sul tracciato testato vicino al lago di Bracciano (Roma), che ha visto un 45% di ciclo urbano, 45% extraurbano e un 10% di percorso autostradale.

Anche oltre confine Kona Electric ha ottenuto ottimi risultati nei diversi test sulla lunga distanza realizzati da testate automotive. In una delle primissime prove, realizzata in Francia prima del Salone di Parigi 2018, Kona Electric ha coperto la distanza tra Francoforte a Parigi per ben 506 km con una sola carica, ad una velocità media di 75 km/h. Sono stati invece ben 613 i km percorsi della testata tedesca Auto Bild.

Il record è stato ulteriormente migliorato dai giornalisti francesi di Caradisiac, che hanno percorso 734,4 km con Kona Electric eleggendo la ‘best in class’ davanti ai veicoli elettrici di tutti gli altri marchi concorrenti testati.

Anche nel Regno Unito, infine, raggiungendo il dato di 416,8 kmdi autonomia reale, Kona Electric si è piazzata sul gradino più alto del podio in occasione del primo What Car? Real Range Test.

A febbraio 2018, inoltre, si è aggiudicata il titolo di ‘Game Changer’ al Fleet World Honours del Regno Unito: un premio che ha segnato l’inizio di una serie di successi. L’ottima autonomia e il prezzo competitivo hanno colpito anche la giuria degli Auto Express New Car Awards 2018, che hanno assegnato a Kona Electric il premio di ‘Affordable Electric Car of the Year’.

Le stesse qualità sono state apprezzate anche dalla giuria del Salone di Parigi 2018, che le ha conferito il premio di’Auto elettrica dell’anno’ per il miglior rapporto costi-benefici superando le rivali a zero emissioni, grazie a un’elevata autonomia e a un prezzo competitivo.

Kona Electric è stata anche nominata ‘Best Eco Car’ ai Parker New Car Awards 2019 grazie all’usabilità quotidiana, al design e all’accessibilità.

A dicembre, infine, è arrivato un altro titolo importante, quello attribuito dalla rivista automobilistica tedesca Auto Bild, che ha scelto Kona Electric come auto d’importazione del 2018 nella categoria ‘Electric Car’, elogiandone efficienza e versatilità.

T-Cross Volkswagen: arriva il nuovo City Suv

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Con i suoi 4,11 metri di lunghezza, l’inedita T-Cross è il modello d’accesso alla T-Family, la gamma di SUV e crossover della Volkswagen.

Nella categoria dei City SUV costituisce, sotto diversi aspetti, un nuovo standard. Già la versione Urban soddisfa praticamente tutte le esigenze in fatto di praticità, versatilità, sicurezza e connettività. Inoltre, sono disponibili svariate possibilità di combinazione e allestimento che permettono un’ulteriore personalizzazione.

Design e spazio interno

Il design distintivo della T-Cross, dal carattere forte, si sposa a proporzioni razionali che ne esaltano la praticità, soprattutto all’interno. Il City SUV della Volkswagen, infatti, ha un bagagliaio tra i migliori della categoria, con un volume che varia da 385 a 455 litri. Questo grazie al divano posteriore che scorre di 14 centimetri e permette così di privilegiare lo spazio per i passeggeri o quello per i bagagli, secondo le necessità. Grazie alla posizione rialzata dei sedili (597 mm davanti, 652 mm dietro), gli occupanti godono di una migliore visibilità. Le dimensioni generose dell’abitacolo danno la sensazione di essere in una vettura di categoria superiore.

Connettività

La T-Cross offre un collegamento in rete del massimo livello. L’uso e la personalizzazione delle funzioni a bordo sono molto intuitivi. Fino a quattro porte USB e la ricarica wireless (induttiva) assicurano un collegamento in rete ottimale e tutta l’energia necessaria per gli smartphone. L’app Volkswagen Connect è un assistente di guida personale che rende più semplice l’utilizzo: collega il guidatore alla vettura e, su richiesta, fornisce informazioni sullo stato, sul percorso e sullo stile di guida. Volkswagen Connect offre molti strumenti intelligenti che danno informazioni importanti, offrono assistenza o semplicemente forniscono intrattenimento.

Motori e trasmissioni

Sono due i motori disponibili al lancio: entrambi benzina turbo 1.0 TSI dotati di filtro antiparticolato, erogano rispettivamente 95 e 115 CV. La variante più potente è disponibile anche associata al cambio doppia frizione DSG a 7 rapporti, ideale per muoversi con il massimo comfort nel traffico cittadino. La versione da 95 CV è abbinata a un cambio manuale a 5 marce; per quella da 115 CV, invece, il cambio è manuale a 6 marce o automatico doppia frizione DSG a 7 marce. Il DSG dispone di due programmi di guida: Normal e Sport. La trazione è sempre anteriore.

La T-Cross da 95 CV accelera da 0 a 100 km/h in 11,5 secondi e raggiunge una velocità massima di 180 km/h. Con il motore da 115 CV sono sufficienti 10,2 secondi (cambio manuale) per accelerare da 0 a 100 km/h; la velocità massima è di 193 km/h. Successivamente si aggiungerà il Turbodiesel 1.6 TDI da 95 CV con cambio manuale o DSG.

La gamma italiana

La gamma italiana della Volkswagen T-Cross è declinata in tre allestimenti: Urban, Style e Advanced, caratterizzati da una dotazione di serie completa e da ampie possibilità di personalizzazione. In particolare, la Volkswagen
T-Cross può vantare 11 diversi colori per la carrozzeria ed equipaggiamenti di sicurezza da categoria superiore.

Già nella versione di ingresso Urban sono di serie: fari posteriori e luci diurne a LED, climatizzatore manuale, computer di bordo, radio Composition Media con display da 8”, divano posteriore scorrevole, sedile del conducente regolabile in altezza, limitatore di velocità, rilevatore di stanchezza del guidatore Fatigue Detection, sistema di monitoraggio della distanza Front Assist con riconoscimento pedoni e funzione di frenata di emergenza City, assistente al mantenimento della corsia Lane Assist, assistenza alla partenza in salita e sistema proattivo di protezione degli occupanti, oltre all’assistente di cambio corsia con rilevamento dell’angolo cieco Blind Spot Detection e all’assistente di uscita dal parcheggio Rear Traffic Alert.

La variante di allestimento di livello superiore Style offre, inoltre, tra gli altri, volante multifunzione, cruise control adattivo ACC, sedile del passeggero regolabile in altezza, cassetto sotto il sedile del passeggero e cerchi in lega leggera da 16″. Il terzo allestimento Advanced include, in aggiunta, gruppi ottici anteriori a LED, volante multifunzione rivestito in pelle, strumentazione interamente digitale Active Info Display, sedili anteriori sport/comfort, illuminazione ambiente, fari fendinebbia, mancorrenti sul tetto cromati e cerchi in lega leggera da 17″.

La Volkswagen offre Design Pack che comprendono, tra l’altro, sedili con esclusivo rivestimento Diag Neutral, Diag Orange o Diag Turquoise. Sono anche disponibili pacchetti sportivi R-Line per esterni e interni.

Flotte aziendali: le auto più vendute dai singoli brand nel 2018

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Le auto più vendute nelle flotte aziendali? Sono soprattutto Suv, ma anche le compatte e le station wagon mantengono il loro appeal. La graduatoria delle best-seller, che qui vi presentiamo brand per brand, serve per comprendere su quali categorie i Fleet Manager si orientano in maniera particolare.

BMW X1
In termini assoluti, sul primo gradino del podio della Casa tedesca troviamo BMW X1, al fianco della BMW Serie 3, che si ripartiscono praticamente in modo equo la scelta delle flotte aziendali. Il diesel continua ad essere la motorizzazione preferita dai driver.

Il 2019 si prospetta come un anno pieno di novità per BMW, anche nelle flotte. Si parte con il lancio della settima generazione del modello iconico per la clientela aziendale, ovvero la BMW Serie 3, a marzo in versione berlina e da settembre con carrozzeria station wagon.

MINI COUNTRYMAN
Nel 2018 la Mini Countryman si conferma l’auto del brand più scelta nel canale Business. Grande successo anche per la Versione Ibrida Plug-In, che ha pesato per circa un terzo sul totale degli ordini complessivi della vettura.

FORD FOCUS
Tra le auto più vendute, spicca la Ford Focus, che si conferma la best-seller dell’Ovale Blu nelle flotte aziendali: la nuova quarta generazione, che è stata lanciata nel 2018, ha aggiunto rispetto al passato innovative tecnologie di guida assistita e connettività.

Nel 2019 la nuova Focus sarà protagonista, visti i feedback ricevuti dai Fleet Manager. A gennaio si completa la gamma con la Focus Active, nel primo trimestre arriverà la versione wagon della Mondeo Hybrid e si completerà la gamma Suv con il restyling della Edge.

HYUNDAI TUCSON
La best-seller della Casa coreana nelle flotte è stata la Hyundai Tucson, soprattutto nella nuova ed efficiente Motorizzazione 1.6 CRDI Già In Regola Con Le Nuove Norme Di Omologazione Euro 6.2. Tra gli allestimenti spicca la ricca versione XPrime.

Il 2019 sarà l’anno in cui vedremo negli showroom Hyundai i numerosi modelli lanciati a fine 2018 con un’offensiva molto importante della gamma Suv. La nuova Tucson, il Suv best-seller scelto da oltre 65.000 italiani in 3 anni, la Kona, ora con il nuovo ed efficiente motore diesel e naturalmente la versione Full Electric, senza dimenticare la nuova Santa Fe.

ALFA ROMEO STELVIO
Alfa Romeo Stelvio traina le vendite del Biscione nelle flotte, insieme alla Alfa Romeo Giulia. Entrambe nascono dalla stessa piattaforma (chiamata “Giorgio”). Un’architettura concepita per offrire prestazioni, handling, controllo e sicurezza.

Giulia e Stelvio hanno avviato un percorso di riaffermazione del brand, con un riposizionamento del marchio verso l’alto. “In Particolare Stelvio, Il Primo Suv Della Storia Di Alfa Romeo, Continua Ad Accrescere I Suoi Volumi Di Vendita In Questo Momento Storico Che Vede L’intero Segmento Dei Suv In Forte Crescita” afferma Alessandro Grosso, responsabile flotte FCA per la regione EMEA.

FIAT 500X
Sono tante le vetture Fiat molto apprezzate dalle flotte aziendali: la mitica Panda, ma anche 500, 500L, Tipo e soprattutto la Fiat 500X (quest’ultima fresca di restyling estetico). Tutti modelli di successo per il marchio torinese.

JEEP RENEGADE
La best-seller del brand italo americano è la Jeep Renegade, che adesso si presenta in veste aggiornata, soprattutto nel frontale. Alle modifiche al look si aggiungono una dotazione di sicurezza più completa e sistemi di infotainment all’avanguardia.

JAGUAR E-PACE
Nel 2018, la regina nel mondo delle flotte aziendali per il Giaguaro è stata la Jaguar E-Pace, il primo Suv compatto Jaguar. Oltre 1.300 le vetture vendute nel canale true fleet, che racchiude le vendite sia ad aziende sia a società di noleggio a lungo termine.

RANGE ROVER EVOQUE
Nel mondo Land Rover, la vettura che si è confermata best-seller corporate nel 2018, nonostante il ciclo vita, è stata la Range Rover Evoque con circa 2.700 vetture vendute nel settore delle flotte. Da sottolineare anche l’ottima performance di Range Rover Velar.

A marzo arriverà la Nuova Generazione, che si distingue per alcuni aspetti peculiari: una linea che si ispira a quella della sorella maggiore Velar (già vincitrice di diversi premi internazionali), minimalista negli esterni ma con lusso artigianale negli interni. Molto importante per il mondo flotte è l’introduzione della tecnologia Mild Hybrid su tutte le motorizzazioni ingenium diesel e benzina.

MASERATI LEVANTE
Il best-seller del marchio del Tridente nelle flotte aziendali rimane Maserati Levante: la vettura, nel corso del 2018, si è rinnovata in alcuni dettagli che l’hanno resa più esclusiva. La Motorizzazione Più Apprezzata È Il Diesel, Ma Nel Corso Dell’anno I Propulsori A Benzina, In Modo Particolare Il 350 Cv Hanno Iniziato Ad Aumentare La Loro Quota Di Mercato.

I MY 2019 di Levante, Ghibli e Quattroporte hanno determinato un ulteriore up-grade in termini di stile, tecnologia (tutti i modelli condividono lo stesso sistema di infotainment Maserati Touch Control Plus, con display multi-touch da 8,4 pollici) ed esclusività (con la nuova leva del cambio riprogettata e gli interni in pelle Pieno Fiore).

PORSCHE MACAN
Il restyling presentato al Salone di Parigi, alimenterà il suo appeal: da anni, infatti, la Porsche Macan si conferma il modello più appetibile di Porsche in ottica flotte. Sportività e design rimangono le caratteristiche peculiari della vettura.

MERCEDES CLASSE A
La regina del mercato del marchio della Stella, sia nel canale Business che in quello dei privati, è stata sicuramente la nuova Mercedes Classe A. Bene anche le versioni Business EXTRA, disponibili praticamente sull’intera gamma.

Il 2019 sarà un anno importante sia sul fronte dei prodotti che dei servizi: tra questi ultimi spicca Mercedes me Connect Business, piattaforma digitale con una spiccata modularità in grado di adattarsi a flotte multibrand, assicurando ai Fleet Manager risparmio ed efficienza semplicità di monitoraggio.

SMART FORTWO
La Smart Fortwo rimane la best-seller del brand: la versione Cabrio è la più venduta nella sua categoria, mentre la versione elettrica attuale è la seconda nella categoria delle auto a zero emissioni, mentre nelle alimentazioni a benzina si attesta tra le “top 10”.

CITROEN C3 AIRCROSS
Grandi risultati per la Citroen C3 Aircross, il Suv del segmento B lanciato nel corso del 2017 che si è inserito nelle car policy soprattutto con i Motori BlueHdi Da 100 Cv E Nelle Versioni Fleel E Shine. Bene anche la “sorellina” C3.

Nel 2019 la Casa francese presenterà il suo nuovo modello di punta, la C5 Aircross, svelato davanti al grande pubblico a inizio ottobre, in occasione del Salone di Parigi.

DS7 CROSSBACK
DS 7 Crossback, lanciata sul mercato a marzo 2018, è diventata in breve tempo il modello di maggiore appeal del brand per le flotte aziendali. Il Motore BlueHdi Da 180 Cv, con cambio automatico, è stato il più apprezzato.

TOYOTA C-HR
La best-seller del marchio nelle flotte nel 2018 è stata la Toyota C-HR Hybrid: il modello della Casa giapponese ha avuto una crescita del 77% sull’intero canale Fleet. Determinante è stato l’allestimento Business.

L’obiettivo per il 2019 è quello di confermare la presenza grazie al lancio della nuova Corolla e del nuovo Rav4 Hybrid sul mercato fleet, continuando a soddisfare le esigenze di mobilità di piccole e grandi aziende.

VOLKSWAGEN TIGUAN
La Volkswagen Tiguan è l’auto del brand più venduta in ambito flotte (anche nella Versione Allspace), oltre ai pilastri Golf e Passat, che hanno migliorato le performance nei segmenti di riferimento anche nel 2018.

Il 2019 sarà per Volkswagen un anno ricco di novità, sia in termini di nuovi modelli lanciati, sia in termini di continuo rinnovamento e perfezionamento di modelli storici e identificativi per il brand tedesco. Nel primo caso si parla del nuovo city-Suv T-Cross.

VOLVO XC60
La best seller per quanto riguarda la Casa svedese e il mondo flotte nel 2018 è stata Volvo XC60 Con 2.691 Immatricolazioni. La versione maggiormente richiesta è stata la D4 AWD Geartronic Business Con Motore Turbodiesel Da 190 Cv.

Il 2018 è stato per Volvo un anno record anche nel settore flotte. Non a caso la crescita ha fatto registrare un eloquente + 28,87%. Alla luce di tali risultati, le prospettive per il 2019 sono favorevoli e l’obiettivo è quello di crescere ulteriormente rispetto al 2018, auspicabilmente di un ulteriore 20%.

AUDI A3 SPORTBACK
Audi A3 Sportback si è riconfermata leader del brand nel mercato flotte, grazie all’ampia gamma di motorizzazioni, combinazioni e versioni. Seguono sul podio Audi A4 e Audi Q2, a conferma della tendenza di crescita dei modelli Suv.

Diverse le “car line” che di fatto vedranno il 2019 come il vero palcoscenico dove esprimersi. La nuova generazione della A6 si presenta come riferimento della categoria Business Premium, affiancata dall’inedita Q8, un vero oggetto del desiderio.

Maserati Levante 2019: le novità della gamma

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Le novità nella gamma del SUV Maserati Levante 2019. I due allestimenti GranLusso e GranSport sono ora esteticamente più differenziate tra loro. Nuovi colori per la carrozzeria, nuovi cerchi e, dal punto di vista tecnologico, includono l’optional dei fari full LED adattivi a matrice.

Rivisto il software del cambio automatico ad 8 rapporti, così come la sua leva: ora la guida in modalità manuale è più spedita. Immancabili come sempre gli interni in pelle pieno fiore e seta Ermenegildo Zegna, oltre ai dettagli in legno lucido.

Dal punto di vista della tenuta di strada, il sistema IVC è in grado d’interpretare lo stile di guida del conducente e adeguare di conseguenza, in modo preventivo, la configurazione di motore e frenata. Rispetto ad un ordinario controllo ESP il sistema viene definito molto meno invasivo, a parità di sicurezza nelle situazioni di aderenza al limite.

Naturalmente la novità più vistosa riguarda l’ingresso in gamma del SUV Maserati Levante GTS, il quale monta uno straordinario motore V8 3.9 biturbo, progettato in collaborazione con la Ferrari e costruito a Maranello. Potenza 550 cavalli. Al top c’è poi la variante Trofeo, stesso propulsore ma potenza portata a 590 cavalli. Le ordinazioni cominceranno prossimamente.

Le 10 novità elettriche 2019

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Almeno 10 novità elettriche andranno a rimpolpare l’offerta delle auto a emissioni zero nel 2019. Chi ci sta facendo un pensierino può cominciare a ragionare di prezzi e caratteristiche. Con nuovi marchi a sfidare i soliti big. Le auto cominciano ad avere prezzi più accessibili, ma per chi non vuole spendere troppo, c’è sempre l’alternativa dell’usato. Le prime Mitsubishi MiEV (del 2011) ormai hanno quotazioni vicine ai 10 mila euro su Autoscout 24. E anche chi cerca macchine più prestigiose, come la BMW i3, trova ottime occasioni nel mercato di seconda mano. E la rete di ricarica diventa sempre più capillare, come testimoniano gli accordi firmati giorno dopo giorno tra enti locali e grandi società dell’energia. Vedi da ultima l’intesa tra la regione Emilia Romagna da una parte ed Enel X, Hera, Iren, Be Charge ed Enermia per arrivare a 2 mila colonnine entro due anni. Ma vediamole le novità 2019.

Da 12 mila euro – Il Microlino

E’ la macchinetta concepita in Svizzera, ma costruita a Imola presso la Tazzari, che si rifà alla mitica Isetta. È pensata per la città, con due soli posti e una lunghezza di appena 2 metri e 40, quindi 30 cm. in meno della Smart. Motore con 15 kW di potenza, pacco-batterie da 8 kWh, autonomia annunciata 120 km. Solo in un secondo momento sarà disponibile una versione con pacco-batterie da 14,4 kWh e autonomia quasi raddoppiata. È un oggetto di design, con l’inconfondibile ingresso dal portellone anteriore: potrebbe diventare di di moda ed essere adattissimo per il car-sharing urbano. La mobilità dolce e condivisa che piace a noi.

Da 15.900 euro – L’e.GO Life

E’ il primo prodotto di una start-up tedesca, la e.GO, con fabbrica ad Aachen. L’e.Go Life sarà disponibile in diverse versioni, con un motore (fornito da Bosch) da 230 volt. La versione-base, la e.GO Life 20, da 15.900 euro, avrà un propulsore da 20 kW di potenza e pacco batterie da 14,9 kWh, con autonomia di 104 km. Un secondo allestimento, la e.GO Life 40, offrirà un’autonomia estesa, a 114 km, con batterie da 17,9 kWh. La versione top si chiamerà e.GO Life 60, avrà un pacco-batterie da 23,9 kWh, un’autonomia di 154 km, con accelerazione da 0 a 100 in 3,2 secondi. Costerà 19.900 euro.

Da 20 mila euro – La Sion

La produrrà un’altra start up tedesca, Sono Motors, fondata da tre giovani bavaresi (guarda) . Novità: la la carrozzeria in policarbonato ricoperta da pannelli solari, che con 330 celle sarebbero in grado di assicurare 30 km di autonomia. Il resto, per arrivare agli annunciati 250 km “di autonomia reale”, lo fa un pacco batterie da 35 kWh. Ha 5 posti ed è lunga 4 metri e 11, una via di mezzo tra una Polo e una Golf. Il prezzo base sarebbe di 16 mila euro, ma non comprende le batterie, che è possibile anche solo noleggiare. Acquistarle costa 4 mila euro, il che fa salire il prezzo reale a 20 mila euro. Già raccolte 6.400 mila prenotazioni.

Da 25 mila euro. La Peugeot 208 Electrique

Secondo l’informatissimo settimanale francese L’Argus (leggi) la versione elettrica della più popolare delle Peugeot (completamente rinnovata) arriverà nella seconda metà dell’anno prossimo. Le anticipazioni parlano di un motore da 115 cavalli e di un pacco-batterie da 50 kWh, con un’autonomia stimata in 350 km nel nuovo ciclo d’omologazione WLTP. Con la possibilità di ricaricare anche per induzione. Chiaro che il primo modello elettrico di PSA (fatta esclusione per i veicoli commerciali) sfiderà la Renault Zoe, da anni leader in Francia e tra le più vendute in Europa.

Da 28 mila euro. La Volkswagen I.D.

È la prima Volkswagen a nascere elettrica, a differenza della Golf e della Up, entrambe adattate al motore a batterie. E punta a numeri da mass market, non da nicchia, con un prezzo già annunciato al livello delle Golf turbodiesel, attorno ai 28 mila euro. E un’autonomia di circa 400 km, con la possibilità di ricarica in mezz’ora con le colonnine fast, sempre più diffuse. Dopo quasi mezzo secolo, forse si può dire che l’eterna Golf ha trovato la sua erede, l’auto che dovrebbe portare Volkswagen in una nuova era, facendo dimenticare il Dieselgate. E ribadendo la superiorità tecnologica made in Germany anche nell’elettrico.

Da 35 mila euro. La Mini Electric

C’è grande attesa anche per la versione elettrica della Mini, che potrà giovarsi dell’esperienza fatta in questi anni dal gruppo BMW con la i3, la prima auto di Monaco a emissioni zero. Sul prezzo non ci sono indicazioni ufficiali, ma la soglia dei 35 mila euro appare abbastanza realistica. Sul sito ufficiale della Mini si può già vedere un video con il prototipo che anticipa le forme definitive delle versione elettrica. Sarà interessante vedere come la possibilità di ospitare gran parte del motore (il pacco-batterie) sotto i piedi dei passeggeri porterà a redistribuire spazi interni ed esterni.

Da 40 mila euro. La Kia e-Soul

Arriverà in Italia a fine 2019, con un prezzo che stimiamo attorno ai 40 mila euro. Sarà venduta solo con propulsione elettrica, con un motore piuttosto potente, da 150 kW, e un’accelerazione con coppia massima da 395 Nm. Anche l’autonomia di percorrenza, ancora non annunciata ufficialmente, dovrebbe essere notevole, dato che il pacco batterie avrà una capacità di ben 64 kWh. Con un adattatore CCS fast charging per le ricariche veloci. La Kia ha rivelato che il sistema di frenata rigenerativa potrà essere impostato a piacimento dal guidatore, scegliendo tra quattro diversi settari. A seconda delle preferenze e, soprattutto, delle condizioni del traffico.

Da 60 mila euro. La Polestar 2 (Volvo)

Polestar altri non è se non il marchio di Volvo per i modelli elettrici o ibridi plug in. Il primo elettrico puro arriverà l’anno prossimo e viene descritto come un concorrente diretto del Model 3 di Tesla. I vertici della Casa svedese sono convinti che il futuro sia elettrico e che non ci sia dunque alcun bisogno di realizzare forme avveniristiche e originali. La Polestar 2 dovrebbe riprendere il design del concept Volvo 40.2, con un motore da 400 cavalli e oltre 500 km di autonomia. Nessuna ansia da ricarica, insomma. Nel 2020 altra novità: dovrebbe poi arrivare la prima Volvo elettrica, ovvero la versione a emissioni zero del Suv XC 40.

Da 80 mila euro. La Mercedes EQC

EQ è la sigla che contraddistinguerà la nuova famiglia elettrica di Mercedes e, già ora, anche di Smart. Il primo modello della Casa della Stella arriverà a fine anno e sarà un Suv in diretta concorrenza con l‘Audi eTron Quattro (guarda). La Mercedes lo ha presentato in anteprima a Stoccolma il 4 settembre. Svelando questi dati tecnici: pacco-batterie da 80 kW, consumi di 22.2 kWh per 100 km, due motori sui due assi con trazione integrale, potenza di 300 kW (407cavalli), velocità massima di 180km/h e autonomia dichiarata di 450 km. Sarà inizialmente prodotta a Brema, poi a Pechino, visto che la Cina è il primo mercato mondiale per l’elettrico. Il prezzo dovrebbe partire da circa 80 mila euro.

Da 90 mila euro. La Porsche Taycan

Il nome evoca un puledro che vola. E la potenza della prima elettrica sarà da Porsche, ovvero oltre 600 cv. Con un’accelerazione da 0 a 100 all’ora in meno di 3”5 e da 0 a 200 in meno di 12 secondi. Di tutto rispetto anche l’autonomia: il ciclo NEDC (un po’ ottimista) dice 500 km, ma percorrere 400 km veri appare decisamente alla portata della Taycan. Più che apprezzabili per un’auto sportiva. <la nostra elettrica sarà forte e affidabile>, ha promesso il presidente Oliver Blume, <in grado di coprire lunghe distanze simboleggiando la libertà>. Diretta concorrente del Model S Tesla., avrà un prezzo che sarà “superiore alla Cayenne e inferiore alla Panamera”. Parliamo quindi di circa 90 mila euro (il listino Panamera parte da 94.426)

DS 3 Crossback, svelato il SUV compatto

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DS Automobiles schiera la pedina più importante della sua giovane storia. Infatti, la DS 3 Crossback è la seconda delle sei auto totalmente inedite che il marchio presenterà entro il 2024, ma è la prima che rispetta la promessa di proporre una versione ibrida plug-in o una full-electric. È, quindi, con questo modello che DS inizia a proporre uno dei frutti del suo ruolo di leader dell’innovazione all’interno del gruppo.

Missione strategica. Di conseguenza, le caratteristiche più scontate della DS 3 Crossback sono la corporatura da Suv e la taglia compatta, dovuta alla lunghezza di 4,12 m. Il loro intreccio la collocano in uno dei settori accreditati di maggiore crescita nei prossimi anni e nel quale, in ossequio alle ambizioni premium del marchio, si propone come alternativa a modelli come l’Audi Q2 e la Mini Countryman. Parallelamente questa nuova Suv compatta accompagna in pensione la DS 3.

 

Si proietta nel futuro, ma non tradisce il passato. Svolge questi compiti indossando vesti nelle quali s’intersecano stilemi evoluti dalla vettura che sostituirà con altri del tutto inediti. Si tratta, per esempio, della palpebra che sormonta i fari anteriori e degli elaborati scudi paraurti. Abbinandosi a tratti caratterizzanti come le “pinne di squalo” laterali ereditate dalla DS 3, le fiancate muscolose che insieme all’andamento orizzontale della coda tendono a esaltare l’autorevolezza della corporatura e l’altezza da terra rialzata originano un aspetto che non passa inosservato. Poi, la DS 3 Crossback sfoggia anche soluzioni raffinate come le maniglie delle porte retrattili, tipo quelle della Tesla e della Range Rover Velar. Inoltre, anteriormente inalbera accanto alla grande calandra DS dei gruppi ottici Matrix Led Vision Beam.

Punta al’elettrico… Quella dei fari è una tecnologia inusuale su una vettura compatta, ma non è quella di maggiore spicco. Infatti, la DS 3 Crossback porta al debutto alcune importanti primizie. È questo il caso dell’architettura CMP (Common Modular Platform) studiata per ottimizzare la volumetria interna, soprattutto, in presenza della propulsione elettrica. Quest’ultima dà origine alla versione E-Tense ed è affidata a un’unità con una potenza di 136 CV e una coppia di 260 Nm, gestibile anche con le modalità Eco e Sport. È alimentata da una batteria agli ioni di litio da 50 kWh ricaricabile completamente in 5 ore tramite wallbox e all’80% in 30 minuti utilizzando una colonnina rapida. Secondo la Casa è in grado di spingere la vettura a una velocità di 150 all’ora e sino a 100 orari in 8,7 secondi, con un’autonomia  superiore ai 300 chilometri, secondo il ciclo Wltp. Ma questo valore, al momento, non è ancora stato omologato.

…pur non ripudiando benzina e gasolio. Ma le novità non mancano anche nello schieramento dei motori termici. Tra quelli a benzina PureTech, tra l’altro tutti con filtro antiparticolato, debutta il tre cilindri turbo di 1.2 litri con 155 CV, abbinato al cambio automatico a otto marce, al quale si affiancano quelli di analoga cilindrata da 100 e 130 CV. Il capitolo dei turbodiesel BlueHDi, invece, è composto dai recentissimi motori di 1.5 litri con potenze di 100 e 130 CV. Per le unità da 130 e 155 CV è previsto solo il cambio automatico a otto marce, mentre le meno potenti sono equipaggiate con il manuale a sei marce.

L’artigianalità incontra l’hi-tech. All’interno si ritrovano le lavorazioni complesse che vogliono esaltare la ricercatezza del marchio e anche gli allestimenti Montmartre, Bastille, Rivoli e Opera, ai quali si aggiungono la sportiva Performance Line e quella in tiratura limitata La Première, che rimandano ad ambientazioni parigine. Ma questa Crossback è diversa dalle altre DS. L’arredamento, infatti, è il punto d’incontro tra materiali e lavorazioni che vogliono richiamare l’artigianalità e la sartorialità e soluzioni hi-tech come la strumentazione digitale, l’head-up display e il touch screen da 10,3” del sistema d’infotainment.

Adas, connettività e servizi dedicati. La nuova Crossback porta con sé, di serie o a richiesta, il sistema di guida autonoma di livello 2 della più grossa DS 7, avanzati dispositivi di sicurezza, una connettività che permette di dialogare con la vettura anche solo con il Bluetooth e molte app dedicate. Tra queste, c’è anche quella che consente di assegnare l’auto, anche solo per periodi ben definiti, ad altri utenti. Infine, tra i molti pacchetti va segnalato DS Mobility. È destinato a chi acquista la E-Tense, perché offre la possibilità di utilizzare una DS 3 con motore termico quando non si è così certi di trovare facilmente punti di ricarica per la Crossback elettrica.

Con l’arrivo dell’Audi Q8, si allarga l’offerta a ruote alte del costruttore tedesco: il nuovo suv-coupé introduce inediti concetti di design che presto esordiranno su altri modelli Audi. Lunga poco meno di 5 metri, la Q8 è costruita piattaforma modulare “MLBevo” – utilizzata pure su Porsche Cayenne e Lamborghini Urus, fa largo uso di alluminio per contenete il peso – e offre un vano bagagliaio da 605 litri (1.755 abbattendo gli schienali posteriori), con portellone elettrico di serie.

A livello stilistico l’ultima crossover dei quattro anelli si ispira alla mitica Ur-quattro, specie per quanto riguarda i parafanghi, la fanaleria posteriore a sviluppo orizzontale e la forma del montante C. Davanti figura un’evoluzione della calandra “Single-Frame”, di forma ottagonale. All’interno spiccano i due touchscreen del sistema MMI touch response: il principale, da 10,1”, gestisce Gps e infotainment; mentre il secondario, da 8,6”, fa da tastiera e console del climatizzatore. Completa il ponte di comando il cruscotto digitale da 12,3” con head-up display opzionale.

 

Di serie la trazione integrale ‘quattro’ con differenziale centrale meccanico: incrementa la poliedricità e la sicurezza del mezzo, che poggia su cerchi da 19” (a richiesta anche le ruote da 22”). A rendere la Q8 piacevole da guidare pensano il ‘servosterzo progressivo’– diventa più diretto all’aumentare dell’angolo di sterzata – gli ammortizzatori a regolazione elettronica (optional le sospensioni pneumatiche adattive) e l’asse posteriore sterzante: incrementa agilità o stabilità a seconda della velocità di marcia.

I propulsori beneficiano della tecnologia mild-hybrid (MHEV) con sistema elettrico a 48 Volt, che consente di limitare i consumi e le emissioni inquinanti. La Q8 può veleggiare col motore endotermico spento a velocità comprese fra 55 e 160 km/h, mentre in decelerazione recupera fino a 12 kW di potenza. Al lancio la vettura sarà disponibile col turbodiesel V6 3.0 TDI da 286 Cv e 600 Nm, il V6 3.0 TDI da 231 Cv e un benzina V6 3.0 TFSI da 340 Cv. Per tutte c’è il cambio automatico a otto rapporti con convertitore di coppia.

 

I sistemi di assistenza alla guida, di serie o a pagamento, sono raggruppati in quattro pacchetti: di base sono previsti la frenataautomatica d’emergenza e il Cruise control adattivo. La Q8 affronta autonomamente gli incolonnamenti del traffico, riconosce la segnaletica stradale e, se il guidatore perde i sensi, arresta la corsa allertando i soccorsi. Molte di queste funzioni sfruttano la centralina zFAS, che gestisce i dati provenienti da un massimo di 5 sensori radar, 5 telecamere, 12 sensori a ultrasuoni e uno scanner laser.

Audi Q8, il suv-coupé di lusso che mancava

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Con l’arrivo dell’Audi Q8, si allarga l’offerta a ruote alte del costruttore tedesco: il nuovo suv-coupé introduce inediti concetti di design che presto esordiranno su altri modelli Audi. Lunga poco meno di 5 metri, la Q8 è costruita piattaforma modulare “MLBevo” – utilizzata pure su Porsche Cayenne e Lamborghini Urus, fa largo uso di alluminio per contenete il peso – e offre un vano bagagliaio da 605 litri (1.755 abbattendo gli schienali posteriori), con portellone elettrico di serie.

A livello stilistico l’ultima crossover dei quattro anelli si ispira alla mitica Ur-quattro, specie per quanto riguarda i parafanghi, la fanaleria posteriore a sviluppo orizzontale e la forma del montante C. Davanti figura un’evoluzione della calandra “Single-Frame”, di forma ottagonale. All’interno spiccano i due touchscreen del sistema MMI touch response: il principale, da 10,1”, gestisce Gps e infotainment; mentre il secondario, da 8,6”, fa da tastiera e console del climatizzatore. Completa il ponte di comando il cruscotto digitale da 12,3” con head-up display opzionale.

 

Di serie la trazione integrale ‘quattro’ con differenziale centrale meccanico: incrementa la poliedricità e la sicurezza del mezzo, che poggia su cerchi da 19” (a richiesta anche le ruote da 22”). A rendere la Q8 piacevole da guidare pensano il ‘servosterzo progressivo’– diventa più diretto all’aumentare dell’angolo di sterzata – gli ammortizzatori a regolazione elettronica (optional le sospensioni pneumatiche adattive) e l’asse posteriore sterzante: incrementa agilità o stabilità a seconda della velocità di marcia.

I propulsori beneficiano della tecnologia mild-hybrid (MHEV) con sistema elettrico a 48 Volt, che consente di limitare i consumi e le emissioni inquinanti. La Q8 può veleggiare col motore endotermico spento a velocità comprese fra 55 e 160 km/h, mentre in decelerazione recupera fino a 12 kW di potenza. Al lancio la vettura sarà disponibile col turbodiesel V6 3.0 TDI da 286 Cv e 600 Nm, il V6 3.0 TDI da 231 Cv e un benzina V6 3.0 TFSI da 340 Cv. Per tutte c’è il cambio automatico a otto rapporti con convertitore di coppia.

 

I sistemi di assistenza alla guida, di serie o a pagamento, sono raggruppati in quattro pacchetti: di base sono previsti la frenataautomatica d’emergenza e il Cruise control adattivo. La Q8 affronta autonomamente gli incolonnamenti del traffico, riconosce la segnaletica stradale e, se il guidatore perde i sensi, arresta la corsa allertando i soccorsi. Molte di queste funzioni sfruttano la centralina zFAS, che gestisce i dati provenienti da un massimo di 5 sensori radar, 5 telecamere, 12 sensori a ultrasuoni e uno scanner laser.

Karoq, il nuovo Suv compatto di Skoda

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L’aspetto spigoloso, elegante e originale (soprattutto nel frontale) distingue la nuova suv compatta (è lunga 438 cm) Skoda Karoq, che rimpiazza la Yeti. La Skoda Karoq è proposta soltanto con motori turbo (già utilizzati da molte vetture del gruppo Volkswagen): a benzina, il tre cilindri 1.0 da 115 CV e il 1.5 con 150; a gasolio, il 1.6 da 115 cavalli e il 2.0 con 150 (per il momento, l’unico abbinato alla trazione integrale). L’efficace cambio robotizzato a doppia frizione DSG con sette rapporti è invece offerto, di serie o come optional, con tutte le unità. Si va dal 1.0 TSI Ambition (di serie sette airbag, cerchi in lega di 17”, climatizzatore automatico bizona, cruise control, fendinebbia, frenata automatica d’emergenza, sensori di distanza posteriori) alla 2.0 TDI 4×4 DSG Style del test (che, di serie, ha anche l’accesso senza chiave, i cerchi di 18”, il divano scorrevole, i fari full led e il navigatore). Fra gli optional, il pacchetto Travel Assistant con sistemi di sicurezza quali il monitoraggio dell’angolo cieco nei retrovisori e, per le vetture con cambio DSG, il Traffic Jam Assistant che, nelle code, è in grado di far marciare l’auto quasi da sola, gestendo autonomamente sterzo, acceleratore e freni. Riservati alle versioni 4×4 l’Off-Road mode: attivabile con un tasto fra i sedili, agisce su una frizione che ripartisce la coppia fra i due assi, attiva il controllo della velocità in discesa e mostra, nel monitor della consolle, informazioni aggiuntive, come i gradi d’inclinazione della vettura.

Privo di particolari ricercatezze, l’abitacolo della Skoda Karoq è facilmente accessibile, ampio e costruito con attenzione (curati gli assemblaggi, morbida al tatto la parte superiore della plancia). La posizione di guida è rialzata; il sedile (nell’auto del test con precise regolazioni elettriche, a prezzi in via di definizione) è ben sagomato, confortevole e non fastidiosamente cedevole. La strumentazione è chiara e completa; l’ampio schermo di 8” nella consolle dell’impianto di infotainment (completo di Android Auto e Apple CarPlay) di uso intuitivo. Ben disposti i comandi, anche se manca una spia che segnali quale delle quattro impostazioni del Driving Mode (che modificano in modo più o meno sportivo le risposte di sterzo, motore e cambio) sia stata selezionata con il tasto fra i sedili: il monitor nella consolle la visualizza solo nel momento della scelta. Poco visibili i due display che indicano la temperatura impostata dal climatizzatore: sono piccoli, soggetti a riflessi e troppo in basso nella consolle. A richiesta, sarà disponibile (a circa 500 euro) il cruscotto digitale configurabile. Buona la dotazione di portaoggetti: quello nel tunnel può bloccare due bottiglie, permettendo di aprirle con una mano sola, mentre il cassetto nella plancia (non molto grande) è refrigerato e con rivestimento antirumore. Nell’abitacolo della Skoda Karoq lo spazio non manca affatto ed è un peccato che la persona seduta la centro del divano abbia fra i piedi il rigonfiamento nel pavimento (presente anche nelle versioni a due sole ruote motrici). Elevata la capacità del baule, ben accessibile dall’ampio portellone disponibile anche ad apertura automatica, passando un piede davanti al sensore sotto il paraurti. Nella più ricca Style la classica cappelliera rigida è sostituita da un tendalino avvolgibile, che si può sollevare assieme al portellone. Nelle Skoda Karoq con il divano scorrevole in tre parti e amovibile la capienza varia tra 479-588 litri con i cinque posti in uso e 1810 viaggiando in due (521/1630 litri per le auto a divano fisso).

Sincera nelle reazioni e fluida, la Skoda Karoq si presta a viaggi in relax. La tenuta di strada è elevata (d’aiuto anche la trazione integrale) e, più che per la verve, il 2.0 turbodiesel da 150 CV si segnala per omogeneità di funzionamento. Il cambio robotizzato a doppia frizione risponde in modo diverso a seconda di quale delle modalità di guida del Driving Mode (di serie per le Karoq 4×4, esclusa la 1.0 a benzina) sia stata inserita: in Eco, per risparmiare carburante è fin troppo lento nei passaggi di marcia; in Normal è abbastanza rapido, ma soprattutto fluido e, in Sport, acquista una buona prontezza. Non mancano le levette al volante per inserire manualmente le sette marce, anche se, nonostante la sua apprezzabile agilità, questa Skoda non è progettata per la guida sportiva, ma per quella in souplesse (sono comunque credibili sia i 195 km/h della velocità massima dichiarata, sia i 9,3 secondi che la casa promette per lo “0-100”). Lo conferma lo sterzo, leggero e preciso, ma non troppo pronto e diretto (solo in Sport si appesantisce leggermente), proprio per evitare frequenti correzioni di traiettoria nella marcia in rettilineo. Tuttavia, per una suv votata al comfort (buono l’assorbimento della maggior parte delle sconnessioni), l’insonorizzazione è migliorabile: già viaggiando a 80 km/h i fruscii aerodinamici generati dai retrovisori esterni sono avvertibili e, a velocità autostradali, il rumore di rotolamento dei generosi pneumatici di 18” si sente. Discreti i consumi calcolati dal computer di bordo nel test affrontato con brio su strade extraurbane: circa 13 km/l (19,2 km/l il dato dichiarato).

Bmw X4, arriva la nuova generazione

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La seconda generazione della BMW X4 debutta al Salone di Ginevra ed è tutta nuova, nonostante la vecchia avesse solo 4 anni. Il motivo? La X4 arriva nel 2014, cioè a metà ciclo vita della seconda generazione di X3. Siccome quest’ultima è stata rinnovata a fondo lo scorso anno, non c’era tempo da perdere, visto che le oltre 200.000 X4 vendute finora sono un buon risultato, che però BMW vuole migliorare.

Che i SUV-coupé siano un controsenso sono in molti a pensarlo. E forse per certi aspetti lo sono davvero. Per fortuna però le scelte le facciamo molto spesso anche con la “pancia” e il successo di questo genere di auto lo dimostra. A BMW bisogna riconoscere due cose: la prima è che questa nicchia di mercato se l’è inventata. La seconda è che nonostante il vantaggio temporale sulla concorrenza non le manca il coraggio di osare: la nuova X4, infatti, se davanti è sì diversa dal passato ma nemmeno così tanto (oltre a riprendere molto di quanto proposto dalla X3), dietro è stata stravolta. Di più: il team di designer guidato da Adrian van Hooydonk ha abbandonato la tipica forma dei fari di BMW in favore di qualcosa di più… Mercedes. Oppure, diciamo così, di molto più orizzontale, col fine di dare una maggiore sensazione di larghezza e di presenza su strada. Un’intenzione confermata dalla crescita della lunghezza (+81mm, per un totale di 4,75 metri), che si accompagna a un aumento del passo (+54mm, 2,86m), della larghezza (+37mm, 1,92m) e un calo dell’altezza (-3mm, 1,62m). Inconfondibile, anche se rivisto, l’andamento della fiancata, in particolare della linea del tetto, mentre sotto gli enormi archi ruota ci sono cerchi che possono andare da 18” a 21” di diametro.

Non ci siamo dimenticati della tecnologia, della connettività e della guida assistita, ma trattandosi di una BMW permetteteci di parlare prima di telaio e motori, anche perché, almeno su questa piattaforma, i “capisaldi” del marchio bavarese vengono mantenuti: motore longitudinale e distribuzione dei pesi 50:50 tra avantreno e retrotreno. Quote valorizzate al meglio da optional come il controllo elettronico delle sospensioni, lo sterzo a demoltiplicazione variabile, il differenziale e i freni M Sport. Quanto ai motori: il più interessante per l’Italia dovrebbe essere il 2.0 turbodiesel 4 cilindri da 190 CV e 400 Nm di coppia della xDrive20d: 0-100 km/h in 8 secondi e 213 km/h di velocità massima, per un consumo medio (NEDC) di circa 18,5 km/l, ancora da omologare. Sempre 2.0 turbodiesel, ma con 231 CV e 500 Nm, è la xDrive25d: 230 km/h di punta e 6,8 secondi per lo 0-100 km/h, mentre il consumo medio dovrebbe essere attorno ai 17,9 km/l. Rimanendo tra i 4 cilindri, il 2.0 turbo benzina della xDrive20i eroga 184 CV e 290 Nm di coppia, per 215 km/h di velocità massima e uno 0-100 km/h in 8,3 secondi; la xDrive30i, sempre 2.0 4 cilindri, conta invece su 252 CV. L’unico 6 cilindri (in linea) disponibile al lancio sarà il 3.0 della M40i: 360 CV e 500 Nm di coppia, per uno 0-100 km/h in 4,8 secondi. Due invece i livelli di potenza del 3.0 6 cilindri turbodiesel: 265 CV per la xDrive30d e 326 per la M40d.

La plancia, come già accadeva sulla vecchia generazione, è presa pari pari dalla X3: ecco dunque la strumentazione digitale black panel, quindi su display da 12”, l’opzione dell’head-up display a colori, il nuovo volante, il display del sistema di infotainment da 10,5 pollici e tanto altro ancora. A differenziare X3 e X4, ma anche una X4 dall’altra, saranno dunque gli allestimenti: BMW ne propone tre, xLine, M Sport X and M Sport, in ordine crescente di sportività, fuori e dentro. Altra differenza, legata ovviamente alle forme della carrozzeria, è nei volumi interni: qui ci sono 525/1.430 litri di bagagliaio contro 550/1.600 della X3 (cala anche lo spazio per la testa, sebbene BMW non specifichi di quanto). La tecnologia? Non manca praticamente nulla. Dal punto di vista della sicurezza spicca il Driving Assistant Plus con (optional) Steering and lane control assistant e Lane Keeping Assistant (il sistema interviene in autonomia sullo sterzo per mantenere la linea ideale), con l’aggiunta del side collision protection, che percepisce il pericolo di collisione laterale, per esempio in uscita da un incrocio “cieco”, arrestando automaticamente la macchina. Ultimo, ma non meno importante, fra tutti i sistemi uno dei più importanti è il nuovo sistema di riconoscimento vocale.

Nuova Mercedes Classe A 2018

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Sono trascorsi vent’anni da quando Mercedes-Benz fece il coraggioso passo di lanciarsi nel segmento compatte con la prima Classe A. Una piccola monovolume che nonostante gli inevtabili scetticismi iniziali è stata vendute in oltre tre milioni di esemplari di tre diverse generazioni.

La quarta serie ha tutte le qualità per imporsi nuovamente come una delle compatte più desiderabili del segmento. Rinnovata nell’estetica ma soprattutto nei contenuti. Osservando l’anteriore sono evidenti i richiami alla nuova CLS e dunque ai nuovi canoni estetici del merchio, marcando fin da subito un concetto: è una compatta ma prima di tutto è una Mercedes. Ma sono gli interni il vero pezzo forte della nuova Classe A. Con un abitacolo più spazioso e veramente hi-tech, con doppio display sospeso, disponibile in tre versioni: la più esclusiva vanta due display da 10,25”. Porta d’accesso alla Mercedes-Benz User Experience, il sistema Mbux sistema dotato di intelligenza artificiale, in grado di aumentare la comunicazione tra auto e passeggeri, comprendendo i comandi vocali in modo sempre più efficace. Classe A è la prima vettura di Stoccarda ad ospitare l’Mbux, con cui debuttano nuovi servizi, come le funzioni di navigazione sulla base della comunicazione Car-to-X (informazioni da veicolo a veicolo su avvenimenti rilevati da sensori, come ad esempio una frenata di emergenza o un intervento dell’ESP, oppure rilevati grazie a un messaggio manuale dell’utente, come un incidente lungo il percorso) e il tracking del veicolo che facilita la ricerca dell’auto parcheggiata e invia un messaggio nel caso in cui l’auto venga urtata o rimorchiata.

Come di ultima generazione sono i sistemi di sicurezza, ereditati dalla vera ammiraglia del marchio, la Classe S. A partire dal Distronic, cruise control adattivo con sterzo attivo, proseguendo con la funzionalità “marcia in coda” e l’assistenza attiva al cambio di corsia.

Sarà disponibile con tre motori, abbinabili al cambio automatico doppia frizione 7G-Dct e alla trazione integrale 4Matic. Due i benzina 4 cilindri di 1.6 e 2.0 litri da 163 e 224 cavalli, rispettivamente per A200 e A250, cui si aggiunge il turbodiesel 1.5 litri da 116 cavalli. La più prestazionale è la A250, capace di uno scatto 0-100 km/h in 6,2 secondi e di una velocità massima di 250 km/h.

Quattro gli allestimenti, a partire dalla versione d’accesso Executive: di serie il sistema Mbux, l’avviamento keyless, il Dynamic Select con quattro programmi di guida, la telecamera posteriore e la retromarcia assistita. Alzando l’asticella troviamo le versioni Business, Sport e Premium, quest’ultima arricchita da elementi aerodinamici AMG e cerchi da 18 pollici.

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