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Andrea

Nuova Fiat Panda Trussardi, la prima Panda “di lusso”

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Fiat Panda, la più amata dagli italiani e dagli europei, stabilisce un nuovo record nella sua lunga storia. Con la presentazione avvenuta oggi nella prestigiosa sede di piazza della Scala a Milano, il debutto della inedita versione Trussardi crea infatti la prima ‘luxury Panda’. Sviluppata su base Cross look, Trussardi Panda è nata dalla collaborazione tra due marchi che hanno fatto la storia nei rispettivi settori, portando il meglio del Made in Italy nel mondo e stabilendo un altro primato, in quanto si tratta della prima operazione di co-branding che coinvolge Fiat Panda e una Casa di moda.

”Panda vanta 39 anni di successi – ha ricordato Olivier Franois, president Fiat Brand Global – È l’auto più venduta in Italia da 6 anni e la city car più venduta in Europa dal 2003. 7 milioni e mezzo di unità vendute, di cui 5 milioni ancora in circolazione e, allo stesso tempo, è l’auto dei record: è stata la prima city car a quattro ruote motrici, il primo suv urbano, la prima auto a scalare l’Everest e oggi la nuova Panda Trussardi diventa la prima luxury Panda”. Panda è la ‘modella’, sempre giovane, scelta per indossare Trussardi. Lo fa nel body Cross, progettato per l’avventura off-road con un tocco di stile, irrinunciabile per affrontare al meglio il fuoristrada, così come le piccole sfide quotidiane. E debutta con una inedita ed esclusiva livrea opaca, Caffè Italiano, a contrasto con dettagli neri lucidi. All’interno, in perfetto stile fashion, un prezioso salotto con nuovi materiali, nuance inedite e l’inimitabile tocco sartoriale di Trussardi rappresentato dalle cinture di sicurezza tessute con il logo della Casa di moda, e con il simbolo del Levriero sul volante e la selleria.

”Trussardi è stato il primo brand italiano a portare la moda al grande pubblico – ha ricordato Tomaso Trussardi chairman dell’azienda milanese – sfilando nelle piazze e nei luoghi più vicini alle persone. Da sempre creiamo prodotti dal design unico e la nostra visione di brand è inclusiva e poliedrica. Per questo Fiat Panda indossa lo stile Trussardi e si trasforma in un’automobile al tempo stesso contemporanea, funzionale e curata in ogni dettaglio. Sono molto soddisfatto di questa collaborazione e ringrazio il team Fiat per aver creduto insieme a noi a questo progetto”.

La nuova Panda Trussardi è un lussuoso e democratico passe-partout su quattro ruote, con cui sentirsi a proprio agio in palestra come a teatro, in città, al mare o in montagna con tutta la famiglia. Nuova Panda Trussardi nasce come un capo passe-partout, adatto a qualsiasi utilizzo e che ti fa sentire a proprio agio in ogni situazione. Si rivolge a chiunque cerchi una ‘cittadina’ o una compagna di viaggio esclusiva, capace di rispondere alle esigenze di spazio e mobilità delle famiglie. È disponibile con i brillanti TwinAir Turbo 0.9 a benzina da 85 Cv, a trazione anteriore e a trazione integrale, oltre al 1.2 da 69 Cv. Sarà possibile scoprirla in tutte le concessionarie Fiat durante i porte aperte nei fine settimana del 21-22 e 28-29 settembre, anche nella versione trazione integrale per evadere dalla città ed essere veramente pronti a tutto.

Opel Corsa-e: l’elettrica che si carica in modo veloce e semplice

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La nuova Opel Corsa-e è già prenotabile nelle concessionarie, anche se arriverà sulle strade nella primavera del 2020 portando per la prima volta nel mondo della compatta tedesca la propulsione elettrica. Si tratta ovviamente di una novità significativa che conferma, ancora una volta, che l’elettrificazione riguarda ormai anche i segmenti più economici del mercato.

Massima compatibilità per la ricarica elettrica
Nel progettare la nuova Opel Corsa elettrica, a Russelsheim hanno saggiamente deciso di agevolare l’utilizzo quotidiano dei clienti rendendo la vettura compatibile con diversi sistemi di ricarica, così da adattarsi senza problemi alla diversità delle reti elettriche dei vari paesi europei.

Sul nostro mercato la Corsa-e dall’allestimento Edition è dotata di serie del caricatore monofase di bordo da 7,2 kW, mentre sulla variante First Edition è incluso il caricatore trifase di bordo da 11 kW. Da notare inoltre che la dotazione di serie presente su tutti gli allestimenti della gamma consente di utilizzare le stazioni di ricarica veloce fino a 100 kW.

La vettura è predisposta anche per tutte le altre opzioni di ricarica elettrica che vanno dalle tipiche prese domestiche alle colonnine pubbliche di ricarica rapida, passando per le wallbox. Opel ha previsto infatti la compatibilità con il “cavo modo 2” offerto di serie per collegare la batteria alla presa di casa da 1,8 kW, mentre durante i viaggi si possono usare i “cavi modo 3” pensati per funzionare con le stazioni di ricarica dislocate sul territorio.

Tra le opzioni c’è anche il cavo di ricarica universale
Fra le possibilità date da Opel c’è anche l’utilizzo di un cavo di ricarica universale che abbina in un unico dispositivo le funzioni dei cavi modo 2 e modo 3 e della wallbox. Questa soluzione fa uso di specifici adattatori per consentire di avere accesso all’energia elettrica in qualsiasi situazione, sia che si colleghi la vettura all’impianto di casa, sia che ci si trovi in viaggio con la necessità di fare rifornimento di corrente presso una struttura pubblica.

100 chilometri di autonomia in circa 12 minuti
La nuova Opel Corsa elettrica può raggiungere un’autonomia di circa 100 chilometri in un tempo massimo vicino ai 90 minuti, richiedendo però 5 ore e 15 minuti per una piena ricarica effettuata tramite wallbox o caricatore pubblico da 11 kW. Va invece molto meglio con le stazioni di ricarica a corrente continua presenti su alcune tratte autostradali. In questo caso, infatti, bastano appena 12 minuti per avere 100 chilometri autonomia, oltre a raggiungere l’80% della capacità del pacco batterie in meno di 30 minuti.

Nissan Juke, svelata la seconda generazione

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L’attesa è stata lunga ma ne è valsa la pena. La Nissan Juke ha svelato la seconda generazione a nove anni di distanza dall’esordio.
Cresce nelle dimensioni, nella dotazione tecnologica, nei sistemi di assistenza alla guida e guadagna una linea che mette tutti d’accordo, pur rimanendo fedele al suo DNA. Confermando di essere un’auto molto importante per Nissan che, complice l’assenza del brand nipponico al Salone di Francoforte, le ha dedicato una presentazione in anteprima assoluta contemporaneamente a Milano, Londra, Parigi, Barcellona e Colonia.

Originariamente pensata per gli uomini, al punto che una delle prime campagne pubblicitarie “Built to thrill” era tutta improntata a sport estremi maschili, ha invece colpito le donne, che rappresentano il 75% della clientela, come spiega Bruno Mattucci, Presidente e Amministratore Delegato di Nissan Italia, in occasione della presentazione milanese.

Per il nuovo Nissan Juke i fari full LED sono di serie, quelli anteriori rimangono a forma circolare con un nuovo segno a Y centrale, quelli superiori diventano più sottili e incorniciano la griglia Nissan V-Motion. Rimangono anche i fari posteriori con la classica forma a boomerang, ormai una firma per la Casa. La linea diventa ancora più coupé e cresce in lunghezza, con 4,21 m e in altezza con 1,595 m, ma perde 23 kg di peso, grazie all’utilizzo di acciai ad alta resistenza. Diventa così più rigida per una maggiore stabilità, performance, manovrabilità in curva e miglior controllo.

Novità anche per la gamma colori con il Burgundy e il Fuji Sunset Red (in esclusiva per Nissan Juke) per un totale di 11 colorazioni. Inoltre, fanno il loro debutto le vernici 2-TONE grazie ai tre colori disponibili per il tetto a contrasto.

La nuova arrivata sarà disponibile in quattro allestimenti: Visia, Acenta, N-connecta e Tekna, il primo nasce con i cerchi in lega da 16” e l’ultimo con quelli da 19”, che saranno presenti anche sulla versione speciale Premiere Edition, prodotta solo in 500 unità, tutte numerate. Una trentina sono destinate ai clienti italiani che potranno combinare i diversi colori della carrozzeria, del tetto e degli interni, creando così auto personalizzate.

Se esternamente i cambiamenti non sono stravolgimenti, è internamente che si respira un vero e proprio salto di qualità. Pur rimanendo una vettura compatta, i 7,5 cm di lunghezza in più rispetto alla precedente e il passo aumentato di 10 cm garantiscono a tutti i passeggeri più spazio e abitabilità, specialmente quelli che occupano il divano posteriore, con le sedute che hanno uno spazio per le ginocchia aumentato di 5,8 cm. Anche la capienza del bagagliaio cresce di un 20%, raggiungendo i 422 litri, peraltro molto più accessibili rispetto al vecchio modello. Gli interni si arricchiscono in termini di qualità, sia per i materiali utilizzati che per l’organizzazione del cruscotto e del tunnel centrale. Di serie anche i sedili sportivi monoform, con Alcantara o pelle come optional.

Non solo più spazio ma anche più tecnologia. Nissan Juke è il modello più connesso di sempre, grazie al nuovo sistema di infotainment NissanConnect, che ha il suo cuore pulsante nel nuovo display touchscreen da 8”. Compatibile con Apple CarPlay® e Android Auto, l’auto ha la possibilità di avere il wifi disponibile per tutti gli occupanti diventando così un vero e proprio hot-spot mobile. Due le prese USB disponibili, una davanti e una dietro, è inoltre possibile accedere al TomTom Maps & Live Traffic. L’applicazione NissanConnect Services permette ai clienti di controllare svariate funzionalità della vettura direttamente dal cellulare: verificare la chiusura delle portiere di JUKE e azionarne la chiusura e l’apertura, ma anche controllare la pressione degli pneumatici e il livello dell’olio motore prima di un viaggio. Nissan Juke è compatibile anche con Google Assistant e si possono quindi gestire alcune funzioni direttamente da casa, tra cui l’accensione dei fari della vettura e la possibilità di inviare la destinazione al navigatore di bordo tramite comandi vocali al proprio smartphone.

Disponibili per tutti gli allestimenti le tecnologie Nissan Intelligent Mobility, la versione Tekna ha di serie il Nissan ProPILOT, che aiuta il guidatore a mantenere la giusta distanza dal veicolo che lo precede, accelera e rallenta fino a fermarsi. Può anche ripartire entro i 3” dall’arresto, se invece ne passano di più, e fino a 30”, bisogna “risvegliare” il ProPILOT premendo il pulsante sul volante, oltre i 30” bisogna resettare il tutto. Non mancano i sistemi di assistenza alla guida come quello di frenata d’emergenza intelligente con riconoscimento di pedoni e ciclisti, il rilevamento della segnaletica stradale, il sistema intelligente di mantenimento della corsia, quello di rilevamento posteriore degli ostacoli in movimento e il sistema intelligente di avviso e intervento angolo cieco.

Per quanto riguarda le motorizzazioni, non ci sarà il diesel e arriverà anche ibrida, proprio come la Renault Clio, con cui condivide la piattaforma. Intanto parte con un 1.0 litri, tre cilindri turbo benzina da 117 Cv, abbinato ad un cambio manuale a 6 rapporti o cambio automatico a doppia frizione DCT a 7 rapporti. Si potrà scegliere fra tre modalità di guida, Eco, Standard e Sport, per adeguare il comportamento della vettura allo stile di ogni guidatore e alle diverse situazioni di marcia.

Spaziosa, sportiva, emozionante. La nuova Audi A1 Sportback.

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Guidare un’Audi senza dover spendere chissà quanto, un’opportunità che da quando esiste A1 è una realtà concreta. Si paga pegno in termini di spazio, certo, ma vuoi mettere il prestigio? La seconda generazione risale allo scorso anno, tuttavia la gamma è in continuo aggiornamento. Nel 2019 nuova Audi A1 Sportback ha guadagnato nuove motorizzazioni, ampliando il ventaglio di proposte dell’utilitaria più esclusiva del mercato. Tra propulsori, allestimenti e trasmissioni, quale versione scegliere? Come saldare il conto? La nostra mini-guida all’acquisto.

Per la propria seconda generazione (prima A1 datata 2011), la segmento B di Ingolstadt adotta un frontale più massiccio e movimentato, non dissimile da quello del mini-Suv Q2. Più larga e ribassata che in passato la griglia esagonale, più squadrati i gruppi ottici, più grandi le prese d’aria laterali. Sport-utility-style anche il posteriore: il lunotto si allontana da terra, i fari acquistano un effetto tridimensionale. Nuova Audi A1 Sportback cresce anche nelle misure esterne: lunghezza di 4,03 metri, larghezza di 1,74 m, altezza a quota 1,41 m. Proprio l’ampia carreggiata e gli sbalzi ridotti aggiungono sportività al look complessivo, ora del tutto allineato a quello degli ultimi prodotti dei Quattro Anelli.

La portata principale offerta da nuova A1 Sportback è indubbiamente lo schermo tattile del sistema MMI Touch integrato all’interno della plancia, incorniciato dalle bocchette d’areazione e inclinato verso il conducente con un angolo di 13 gradi, così da non distrarre eccessivamente la guida. Non spariscono tutti i comandi fisici: i pulsanti e le manopole della climatizzazione abitano giusto al piano di sotto. Il volume del bagagliaio  cresce di 65 litri: in configurazione standard, il vano ha una capienza di 335 litri, mentre con lo schienale posteriore abbattuto si arriva a 1.090 litri. La soglia di accesso a soli 67 cm da terra risulta a sua volta più comoda per le operazioni manuali.

Escluse ormai le alternative turbodiesel, l’offerta consiste oggi in una gamma di propulsori turbo benzina TFSI (iniezione diretta e filtro antiparticolato) dal range di potenza da 95 a 200 cv. Cubature che spaziano da 1 litro (3 cilindri) a 2 litri, passando per la cilindrata 1.5. Nell’ordine: 1.0 TFSI 95 cv (25 TFSI) o 116 cv (30 TFSI), 1.5 TFSI 150 cv (35 TFSI), 2.0 TFSI 200 cv (45 TFSI). In abbinamento a tutte le unità, di serie il cambio manuale a 6 marce (a 5 marce la 25 TFSI), tranne la 45 TFSI, equipaggiata di trasmissione automatica doppia frizione S tronic a 7 rapporti.

Tra le utilitarie, in termini di puro feeling di guida Audi A1 Sportback 2019 ha poche eguali. Sui punti forti sono agilità e precisione di inserimento, grazie al peso contenuto e ad uno sterzo leggero, ma reattivo. Il massimo del piacere lo si raggiunge con il cambio S tronic, ma pure la trasmissione manuale svolge il proprio dovere qualunque siano le esigenze del momento, guida veloce o in tutto relax.

La versione base include cerchi in lega da 15 pollici, specchietti esterni regolabili e riscaldabili elettricamente, volante in pelle multifuzione, cruscotto digitale, e come assistenti di guida, Pre Sense Front, Lane Departure Warning e limitatore di velocità (oltre alla chiamata di emergenza eCall). La versione Advanced aggiunge cerchi da 16 pollici e dettagli in alluminio, come battitacco anteriore e cornice per calandra single frame, lo step Admired porta con sé anche clima bizona, ausilio al parcheggio in retromarcia, interni in look alluminio e vernice metallizzata, effetto perla o pastello. Per finire, l’esclusivo equipaggiamento S line: assetto sportivo, pacchetto per gli esterni dedicato, cerchi in lega da 17 pollici.

Station Wagon per donne: i 10 modelli migliori

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Quali sono le migliori station wagon per donne? Le station wagon sono auto perfette per chi cerca comfort, affidabilità, comodità e spazio. Si tratta di vetture pensate per rispondere alle esigenze di grande carico tipiche di una famiglia numerosa, allo stesso tempo però si prestano bene anche per chi deve affrontare spesso lunghi viaggi o per chi, per lavoro ad esempio, deve trasportare carichi ed oggetti ingombranti (visto che questa tipologia di auto solitamente eccelle per la capienza del bagagliaio e la facilità di carico). Se state pensando quindi di comprare un’auto nuova,non perdetevi le 10 migliori proposte di station wagon per donne!

10 station wagon per donne: le migliori proposte.

Station Wagon per donne: Volkswagen Golf Variant
E’ la versione allungata della nota sorella Golf, ma ha una lunghezza superiore: la Golf Variant è infatti più lunga di 31 cm (per un totale di 457 cm) e conseguentemente ha una maggiore comodità e un’eccellente capacità di carico del bagagliaio (che va dai 605 ai 1620 litri). La Golf Variant è dotata anche di finiture pregiate, è realizzata con materiali di qualità ed è equipaggiata con i più moderni dispositivi di assistenza alla guida fra cui l’avviso di abbandono della propria corsia di marcia e il cruise control adattativo. Alla guida si rivela solida, affidabile e sicura, un’ottima soluzione per viaggiare con la famiglia!

Station Wagon per donne: Fiat Tipo Station Wagon
Sicura, spaziosa e con un prezzo interessante. LaFiat Tipo Station Wagon già nell’allestimento base Easy offre tutto il necessario, climatizzatore compreso, come optional invece si può avere anche il sistema di frenata automatica d’emergenza. L’abitacolo della Tipo Station Wagon è ben rifinito e spazioso ed è dotata di un bagagliaio capiente da 550 litri che risulta ben sfruttabile (il fondo infatti è posizionabile sue due altezze). Alla guida poi è sicura e tranquilla, ma si possono scegliere anche motorizzazioni più briose come la 1.6 Multijet.

Station Wagon per donne: Audi A4 Avant
Prestazionale, comoda e di qualità. L’Audi A4 Avant è una station wagon dalle notevoli performances, enfatizzate dall’aerodinamica curata e dall’utilizzo di materiali leggeri. Anche internamente i materiali impiegati sono di pregio e il look d’insieme è elegante e all’avanguardia, grazie anche al moderno e scenografico cruscotto interamente digitale. Il bagagliaio, anch’esso rifinito con molta cura, ha una buona capienza e l’accesso è facilitato dall’ampio portellone che si può anche aprire elettricamente. L’A4 Avant è un’ottima opzione se state pensando di acquistare una station wagon!

Station Wagon per donne: Kia Ceed Sportswagon
Accogliente, spaziosa e sicura. La Kia Ceed Sportswagon è giunta alla sua terza edizione e si presenta più bassa e larga di 2 cm rispetto alla versione precedente. Internamente l’abitacolo è accogliente e ampio ed è dotata di numerosissimi sistemi di sicurezza fra cui (di serie): la frenata automatica d’emergenza e il mantenimento della vettura in corsia. Come optional invece si può avere anche il cruise control adattativo. Ottima la tenuta di strada e la capacità di carico del bagagliaio che va dai 625 a 1694 litri (reclinando il divano), questo è inoltre facile da caricare e può contare su un pratico doppio fondo.

Station Wagon per donne: Ford Focus Wagon
La nuova Focus Wagon e più lunga di 11 cm rispetto al vecchio modello e si rivela un’auto moderna e ancora più spaziosa. L’abitacolo è ampio e confortevole ed è equipaggiato con un display a sbalzo da 8″ dotato di un rinnovato sistema multimediale e di interessanti sistemi di sicurezza che comprendono (di serie) la frenata automatica d’emergenza e il dispositivo di mantenimento in corsia. Il bagagliaio poi è rifinito con cura ed ha un’elevata capacità che va da 608 litri a 1653 litri reclinando il divano.

Station Wagon per donne: Renault Mégane Sporter
Moderna, pratica e silenziosa. La Renault Mégane Sporter è più lunga di 27 centimetri rispetto alla versione berlina e ne guadagna in comfort e spazio. Internamente si fa notare per l’ampio display dotato di navigatore, radio e impostazioni generali quali la modalità di guida, l’illuminazione dell’ambiente e la climatizzazione. Il bagagliaio è pratico e ben rifinito ed ha una capacità che va dai 521 ai 1504 litri. Agile e precisa alla guida, la Mégane Sporter è sicuramente un’interessante opzione per chi cerca una station wagon!

Station Wagon per donne: Seat Leon ST
La Leon ST è una station wagon sportiva, più lunga di 27 centimetri rispetto alla versione berlina. L’abitacolo è curato, elegante e molto spazioso. Agile e divertente da guidare, grazie anche alle sospensioni “solide” e alla stazza contenuta (in rapporto alle dimensioni e allo sterzo preciso),la Leon ST è dotata anche di un comodo baule capace di 587 litri che diventano 1470 ripiegando lo schienale. Questa station wagon è una scelta interessante che mixa prezzo, praticità, prestazioni e costi di utilizzo.

Station Wagon per donne: Peugeot 308 SW
La Peugeot 308 SW è più lunga di ben 34 cm rispetto alla versione berlina e risulta quindi più slanciata e spaziosa. Anche internamente questa station wagon è curata e ben rifinita e, già nell’allestimento base “Access”, è dotata di numerosi sistemi di sicurezza, incluso il cruise control con funzione di limitatore. Ottimo anche il baule che va dai 610 litri ai 1660 litri reclinando il divano posteriore. Precisa, pronta e maneggevole (in rapporto alle dimensioni), la Peugeot 308 SW rappresenta sicuramente una scelta molto interessante .

Station Wagon per donne: Jaguar XF Sportbrake
Elegante e prestazionale. La XF Sportbrake ha un design deciso e curato ed è dotata di finiture lussuose, realizzate con materiali pregiati tipici del brand Jaguar. Degne di nota le numerose possibilità di personalizzazioni estetiche e tecniche e gli utilissimi sistemi di sicurezza di cui è dotata (fra cui il cruise control adattivo e il sistema di parcheggio assistito). L’abitabilità di questa station wagon è eccellente, così come la capacità di carico che va dai 565 litri ai 1700 reclinando lo schienale posteriore. Alla guida inoltre la XF Sportbrake si rivela agile, stabile, sicura e performante (soprattutto se si sceglie la versione 3.0).

Station Wagon per donne: Opel Astra Sports Tourer
L’Astra Sports Tourer è una station wagon di medie dimensioni, più lunga di 23 cm rispetto alla versione berlina: questa soluzione massimizza la capacità di carico, che in questa versione va dai 540 ai 1630 litri. L’Astra Sports Tourer è dotata di un abitacolo comodo, spazioso e ben rifinito. Interessanti anche la tecnologia, il sistema multimediale e i numerosi optional relativi alla sicurezza con cui la si può configurare. Maneggevole, precisa e piacevole da guidare, l’Opel Astra Sports Tourer si rivela una soluzione interessante anche a livello di consumi.

Nuova Audi Q3 Sportback: l’inedita SUV coupé compatta

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Derivata dalla suv compatta Q3, l’Audi Q3 Sportback ne è la versione dal look più dinamico: ha il tetto ribassato di 3 cm (l’altezza è di 156 cm), il padiglione inclinato nella parte posteriore e un accenno di spoiler nel portellone. A rendere più filante la silhouette contribuiscono inoltre gli 1,6 cm in più da un paraurti all’altro, che fanno crescere la lunghezza complessiva dai 448 cm della Q3 ai 450 cm della Q3 Sportback, mentre i finestrini laterali più bassi danno slancio alla vista laterale, dove spiccano inoltre i pronunciati passaruota ed i fascioni anti-graffio nella parte bassa della fiancata, come si usa per le fuoristrada. La parte anteriore, dominata dalla tipica mascherina della casa tedesca (optional la cornice nera), è analoga a quella dell’Audi Q3.

L’interno dell’Audi Q3 Sportback è reso più pratico dal divano frazionabile in tre parti e scorrevole in senso longitudinale di 13 cm, che permette di modulare lo spazio per le ginocchia degli occupanti o per i bagagli: portandolo tutto avanti, il baule contiene 530 litri con gli schienali in posizione d’uso e 1400 litri con gli schienali ripiegati, quanto basta per le esigenze di una famiglia. Di serie l’apertura e la chiusura automatizzata del portellone, anche azionabile con il movimento del piede: quando si hanno le mani impegnate, magari dopo essere usciti dal supermercato, basta far passare il piede sotto il fascione per azionare l’apertura.

A far percepire un senso di sportività al guidatore è anche la consolle, orientata di 10° verso il conducente. Sono compresi nel prezzo dell’Audi Q3 Sportback la strumentazione digitale di 10,1” (optional di 12,3”) e lo schermo a sfioramento del sistema multimediale MMI, di 10,1” a partire dal secondo livello di allestimento (per la base è di 8,8”). L’MMI può essere comandato anche a voce, è connesso ad internet per ricevere aggiornamenti in tempo reale (ad esempio per il traffico) e consente di gestire i servizi Car-to-X, che mettono in comunicazione l’auto con alcune infrastrutture stradali (dove previsto): i semafori ad esempio comunicano all’auto, che a sua volta lo indicherà nel cruscotto al guidatore, quale velocità media osservare per sfruttare l’”onda verde”, ossia per passare con il verde a più incroci di fila.

SUBITO CON CUE MOTORI – L’Audi Q3 Sportback sarà venduta in Italia a partire dall’autunno del 2019 con il turbobenzina 2.0 TFSI da 230 CV e il turbodiesel 2.0 TDI da 150 CV. Per entrambi è di serie il cambio robotizzato doppia frizione S tronic, ma solo la 2.0 TFSI è abbinata alla trazione integrale Quattro. Successivamente arriveranno il 2.0 TDI con il cambio manuale e il 4×4, un motore a gasolio più potente e un benzina con meno di 230 CV, dotato di un sistema ibrido leggero a 48 Volt per tagliare i consumi. La Q3 Sportback ha compresi nel prezzo l’assetto sportivo e lo sterzo ad assistenza variabile, più “morbido” a bassa velocità e più diretto quando si guida in modo brillante. Sul fronte degli aiuti alla guida non mancano il mantenimento in corsia, la frenata automatica con riconoscimento di pedoni e ciclisti, l’assistenza al parcheggio e il regolatore di velocità adattativo con funzione di arresto e ripartenza nel traffico a “singhiozzo”.

La classifica dei SUV più grandi: i modelli oltre i 5 metri

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Super Suv, mega Suv, oppure, se preferite, maxi-suv. Comunque li si voglia chiamare, i SUV più grandi offerti sul mercato sono modelli molto affascinanti. Caratterizzati da linee esterne imponenti, talvolta con il tentativo di proporsi da sportive, interni sempre molto spaziosi e motori potenti.

Quali sono i SUV più grandi? Nella classifica, che abbiamo stilato prendendo come parametro principale la lunghezza, ci sono, naturalmente, modelli premium, lussuosi. Veri e propri mostri su strada. Anche appartenenti a brand “che non ti aspetti”.

Fino a poco tempo fa, ai margini della classifica era presente il suv Maserati, Levante, scalzato nonostante i suoi 5 metri abbondanti di lunghezza.
LA CLASSIFICA DEI SUV PIÙ GRANDI
5° – AUDI Q7

Una grande esponente della categoria è certamente l’Audi Q7. Una vera stradista, caratterizzata da linee eleganti e imponenti. Lo stile teso e squadrato le conferisce un aspetto filante. La lunghezza è di 5,07 metri, accompagnata da 1,97 metri di larghezza per un’altezza di 174 centimetri e un passo di 3 metri esatti.

I motori sono benzina o diesel, ma per questo modello è disponibile anche una versione ibrida plug-in in grado di sviluppare 374 cv. A bordo, la scelta è tra l’opzione 5 o 7 posti. La capacità massima del bagagliaio, nella configurazione 5 posti, vale 890 litri.
4° – LAMBORGHINI URUS

L’esordio di Lamborghini nel segmento dei maxi-suv è avvenuto in grande stile. E grandissime dimensioni, anche. Urus è il suv Lamborghini, spinto da un motore V8 benzina turbocompresso, per 650 cavalli e numeri da supersportiva. Certo, con altre forme, non esattamente avvenenti quanto sanno fare Huracan e Aventador.

Altra missione per Urus, progetto lungo 5,11 metri per 2,02 metri di lunghezza, 1,64 metri d’altezza e un passo anche in questo caso di 3 metri. Ospita cinque persone a bordo e 616 litri dedicati al bagagliaio. Non tantissimi va detto.
3° – BMW X7

BMW, tra i suv dalle dimensioni maxi, è al passo d’esordio. Arriva sul mercato con X7, sin dalla presentazione del concept risultato un modello controverso per le scelte di stile operate sulla calandra. Maxi spazio e maxi Doppio Rene, non proprio convincente, va detto.

Quanto a dimensioni e spazio a bordo, è sul podio dei suv più grandi in Italia con i suoi 5,15 metri per 2,22 metri di larghezza e 181 centimetri d’altezza. Il passo da 3,11 metri è assolutamente in linea con modelli rivali ancor più grandi in lunghezza.

L’offerta di motorizzazioni spazia tra i 265 cavalli di un diesel 3 litri sei cilindri i 400 cavalli sempre garantiti dall’unità turbodiesel 3.0. La configurazione 7 posti convive con un bagagliaio da 750 litri, davvero molto ampio.
2° – RANGE ROVER PASSO LUNGO

Ha storia ed eleganza senza pari, come il lusso offerto all’interno. Dici maxi-suv e, in automatico, viene in mente Range Rover. La versione che può rivaleggiare tra i suv più grandi è la Long Wheelbase, passo ampliato a 3,12 metri, per una lunghezza complessiva di 5,20 metri.

Questione di millimetri per la vittoria assoluta. In altezza raggiunge i 188 centimetri, mentre in larghezza si sviluppa fino a 2,07 metri.

L’eleganza e le linee in evoluzione, senza tempo, sono i tratti vincenti di Range Rover, come le grandi doti in fuoristrada. Spazio a bordo? Infinito, vista la configurazione 5 posti. E’ un’ammiraglia di gran lusso a ruote alte. Ben 900 litri di volume utili nel bagagliaio. I motori offrono potenze tra i 249 cavalli diesel V6 e i 566 cavalli a benzina, V8.
1° – NUOVA MERCEDES GLS

Il Re, il suv più grande in Italia (e non solo), è la nuova generazione di Mercedes GLS. La partita con Range Rover passo lungo si gioca al centimetro: 5,21 metri per GLS, con un passo appena superiore (3,13 metri). Tanto basta per prendere il primato.

Sette posti all’interno e 680 litri di volume nel bagagliaio, accompagnati da rivestimenti con materiali pregiati e il meglio dei contenuti hi-tech. Nuova GLS raggiunge i 195 metri in larghezza e 182 centimetri in altezza. Le motorizzazioni previste al lancio e attualmente ordinabili in Italia sono i diesel 3.0 sei cilindri in linea da 286 e 330 cavalli.

5 motivi per preferire una Station Wagon

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5 MOTIVI PER SCEGLIERE UNA STATION WAGON

Piacere di guida, equipaggiamenti, e quella voglia di distinguersi dalla massa che non guasta mai: ecco alcuni dei motivi per scegliere una station wagon nell’epoca che vede i SUV assoluti protagonisti. Parola a PEUGEOT 508 SW…

BELLA E AMBIZIOSA

Spaziosa per forza, dinamica per vocazione, elegante come non mai. La nuova Peugeot 508 station wagon riprende l’estetica della berlina con un maggiore volume posteriore, dettagli inediti e uno spazioso bagagliaio.

UN MUST PER LE FLOTTE AZIENDALI

La nuova PEUGEOT 508 SW si conferma un must per le flotte aziendali: proposta anche in versione Business e disponibile con la formula del noleggio a lungo termine Free2Move Lease, la vettura trova nelle motorizzazioni Diesel BlueHDi e nei valori residui i suoi punti di forza principali.

SICUREZZA DI ULTIMA GENERAZIONE

La nuova PEUGEOT 508 SW mette a disposizione una gamma di aiuti alla guida di ultima generazione, che soddisfano i più recenti requisiti EuroNCAP e alzano ulteriormente gli standard che ci si aspetta da una vettura di questo segmento, a beneficio della sicurezza di driver e flotte aziendali.

La nuova PEUGEOT 508 SW GT BlueHDi 180 EAT8 su strada ha dimostrato ancora di più il suo DNA di auto nata per le famiglie e per le flotte. Tanti km in assoluto confort e sicurezza.

La nostra esperienza con la Zoe: ecco com’è guidare tutti i giorni elettrico

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Il primo impatto con Zoe è moderatamente positivo. La piccola Renault azzurra metallizzata è di bell’aspetto, compatta, facile da guidare. Il feeling è immediato, ma la mia soddisfazione è offuscata da un’ansia sottile: riuscirò a ricaricare la mia macchina elettrica senza doverci perdere ore? O finirò per lasciarla parcheggiata piuttosto che andare alla ricerca di una colonnina? Non sono un’automobilista molto paziente né molto organizzata.

 

In dotazione ho ben due tessere per due operatori diversi (Enel X e A2A, entrambi con una rete sempre più fornita) ma  l’idea di dover stilare una mappa delle colonnine della mia zona, cercare di capire se sono libere e funzionanti, come funziona il servizio, aspettare mentre la batteria si ricarica (cosa potrei fare nel frattempo: mi porto un libro?) confesso che non mi alletta per niente.

LA RICARICA

Insieme con Zoe mi hanno dato due diverse prese: una da usare alle colonnine di ricarica e una schuko per la ricarica domestica. Ho la fortuna di avere una box, ma alla presa non ho mai attaccato nulla, nemmeno l’aspirapolvere. Funzionerà?

Con mio grande sollievo, sì: basta una normalissima presa di corrente e l’operazione è di una semplicità elementare. So che non si tratta della soluzione ideale, se la Zoe rimanesse con me dovrei fare istallare una colonnina per  la ricarica domestica. Ma, considerando che si tratta di un solo mese, va bene così. Per ricaricare mezzo serbatoio impiega 11 ore, ma non è un problema. Posso tenerla attaccata alla presa anche tutta la notte.

IL PIACERE DI GUIDA

Passato qualche giorno, ho cominciato a prenderci gusto. La Zoe da guidare è davvero bella. Devo confessare che, pur occupandomi di motori, non ho mai dato troppa importanza al piacere di guida

 

Come molte donne ho un approccio all’auto (la mia, almeno) molto pragmatico: mi basta che mi porti da un punto all’altro in sicurezza e senza spendere un capitale. Ma con Zoe ho riscoperto quanto può essere rilassante e divertente guidare: è agile, con una ripresa eccellente, un’ottima accelerazione.

Il cambio automatico funziona una meraviglia e naturalmente è silenziosissima. Infatti più volte ho rischiato di dimenticarmela accesa.

GIOCO DI SGUARDI

Devo dire che Zoe stimola anche la mia vanità, cosa che non mi succede spesso, anche se per lavoro mi capita di guidare anche auto piuttosto prestigiose. Quando parcheggio in città, lascio mio figlio davanti scuola o sono in colonna al semaforo scorgo spesso le occhiate dei passanti.

La gente bisbiglia e poi mi chiede: “Ah, ma è elettrica?”. Tutte le mie amiche mi hanno chiesto di fare un giro sulla Zoe e per me è stato un piacere. Una curiosità che è sintomo anche del paradosso dell’auto elettrica in Italia: piace tantissimo, ma non ce l’ha quasi nessuno.

INTERNI RILASSANTI

Anche gli interni, nella loro semplicità, danno soddisfazione: è facile tenere sotto controllo la batteria e il proprio stile di guida. Dal cruscotto sono indicati chiaramente i chilometri di autonomia (effettivamente rispondenti alla realtà) ed è visibile, ad esempio, quando  la batteria sta ricaricando grazie alla frenata rigenerativa.

Tutta la plancia è molto pulita, senza pulsanti inutili, con linee essenziali ma armoniche e bei materiali. Comodo il navigatore, facile da impostare,  e la retrocamera per i parcheggi.

LE GIOIE DELLA ZTL

Come in tante altre zone d’Italia, ci sono anche nella mia città, Bergamo, tanti vantaggi per chi guida in elettrico. Infatti posso dimenticarmi delle zone a traffico limitato e andare con la mia Zoe praticamente ovunque, compresa Città Alta, la parte storica di Bergamo.

Nel weekend la circolazione lungo le Mura non è ammessa ma per le elettriche si fa una eccezione. Credo si tratti di privilegi destinati  a essere ridimensionati, anche giustamente, qualora le auto elettriche dovessero diventare numericamente rilevanti

 

Ma per ora non dovere pensare alla Ztl è un grande lusso, sia a casa propria che se ci si sposta in zona meno conosciute dove il rischio di beccare una multa perché si entra in una zona vietata al traffico è sempre presente, come a Milano (fate però sempre attenzione a chiedere in Comune le autorizzazioni).

UN TRAGITTO UN PO’ PIÙ LUNGO

A proposito di Milano, uno dei miei più grandi timori era: riuscirò ad andare e tornare in auto a Milano? La meta è a circa 80 km da casa mia e potrei dovere fare alcune deviazioni. Dopo avere lasciato la Zoe in carica tutta notte, la batteria segna una autonomia di poco inferiore ai 300 Km, ma non avrò la possibilità di ricaricare durante il tragitto e non vorrei trovarmi in affanno nel ritorno.

Soprattutto considerando che viaggio in autostrada, che più di ogni altra tipologia di percorso sottrae energia alla batteria, e che mi piace viaggiare comoda, con la radio, il riscaldamento o il condizionatore, se serve.

Possibilmente non andando a meno di 120 Km/h in autostrada, se il traffico lo consente. Sulla carta sono tranquilla, ma non vorrei mai farmi venire “l’ansia da ricarica”. In realtà mi accorgo presto che i chilometri fatti corrispondono a quelli segnati sul monitor. Torno a casa con più di un terzo di “serbatoio” ancora a disposizione e sono più che soddisfatta.

IL BILANCIO FINALE

Arrivato il momento di restituire la “mia” Renault Zoe, posso solo dire che non ho nessuna voglia di farlo. Tutti parlano delle limitazioni dell’auto elettrica dovute alla difficoltà di ricarica, ma non si sottolinea abbastanza l’assoluta sensazione di libertà che invece regala

In questo mese non mi sono mai avvicinata a un distributore e non ho mai messo mano al portafogli. Ho ricaricato di notte e la Zoe al mattino era come nuova. Certo, senza box (o in alternativa la possibilità di ricaricare sul posto di lavoro) sarebbe stato molto più stressante.

E se avessi deciso di andare in vacanza avrei dovuto organizzarmi, studiare il percorso e le possibilità di ricarica. Ma per gli spostamenti quotidiani l’auto elettrica si è rivelata ideale.

Noleggio auto lungo termine Auto elettriche

Le 5 auto elettriche del futuro

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NUOVA PEUGEOT E-208

Presentata all’ultimo Salone di Ginevra la nuova Peugeot e-208 è pronta a rendere a zero emissioni l’enfant prodige del Leone. Arriverà in Italia in autunno, ma la fase di lancio è già cominciata. Il motore elettrico della nuova 208 avrà una potenza di 136 Cv e un’autonomia di oltre 300 km. La linea ricalca quella, glamour e elegante, della nuova 208. Anche la capacità del bagagliaio sarà identica a quella della versione tradizionale.

Grazie alla regolazione termica controllata delle batterie, che avviene attraverso un circuito di raffreddamento, la nuova 208 elettrica garantirà al suo utilizzatore una ricarica più rapida: da una colonnina fast charge sarà infatti possibile raggiungere l’80% della carica in 30 minuti. La batteria stessa, altro aspetto fondamentale, sarà garantita per 8 anni o 160mila km.

NUOVA FIAT 500 ELETTRICA

A partire dal prossimo anno, anche la Fiat 500 elettrica sarà una realtà. E una delle auto elettriche del futuro più attese. Fiat ha avviato un percorso ben preciso verso le “emissioni zero”, e una testimonianza arriva dalla nuova Centoventi, esposta nei giorni scorsi al Salone di Torino. Le notizie che abbiamo dicono che il Cinquino a zero emissioni sarà fabbricato a Mirafiori e monterà batterie sviluppate in partnership con Samsung.

Ricordiamo che in America una 500 elettrica esiste già ed ha una batteria con una capacità di 24 kWh, ma il modello che arriverà promette di avere una maggiore autonomia. I prezzi, altro nodo cruciale, potrebbero aggirarsi attorno ai 20mila euro. E se la linea nella nuova Centoventi, erede della Panda, è assai futuristica, quella della 500 promette di rispettare i canoni della tradizione. E, visto il modello, non potrebbe essere altrimenti.

SMART FORTWO E FORFOUR

La notizia è di dominio pubblico: tra le auto elettriche del futuro ci saranno anche le Smart. Precisamente le Smart fortwo e Smart forfour, che a partire dal prossimo anno saranno solamente a zero emissioni. Una precisa scelta di campo, che deriva dal fatto che l’elettrico vuole estendere la sua popolarità soprattutto nei contesti cittadini.

Se la linea rimarrà quella di sempre e il motore erogherà una novantina di cavalli, cifra più che sufficiente per muoversi con brio in città, le batterie promettono di mantenere l’attuale capacità di 17,6 kWh. La Smart elettrica non sarà disponibile solo a due posti, ma anche a quattro posti.

NUOVA OPEL CORSA ELETTRICA

Grande evoluzione anche in casa Opel. Come è stato ampiamente annunciato la nuova Opel Corsa elettrica è pronta ad affiancare quella termica, rendendo così completa l’offerta della compatta del Fulmine. La nuova Corsa elettrica è stata fabbricata attorno alla piattaforma CMP del Gruppo PSA e, fattore importante, come annunciato dalla Casa avrà un prezzo intorno ai 20mila euro.

Il motore sarà lo stesso della “cugina” Peugeot 208 e consentirà alla Corsa di erogare 136 Cv. Opel promette sul suo modello best-seller una autonomia di circa 330 km, ottenuti grazie ad una batteria che si attesta attorno ai 40 kWh. Quest’ultima sarà garantita per 8 anni. La vettura, come anticipato dalla Casa, sarà caratterizzata dallo stesso livello di tecnologia della sorella termica: due esempi sono i fari adattivi IntelliLux e il sistema Multimedia Navi con touchscreen a colori da 7 o 10 pollici.

MINI ELETTRICA

Carrozzeria rigorosamente a tre porte, come vuole la tradizione, ma con un motore elettrico in grado di assicurare prestazioni e divertimento alla guida: sono queste le caratteristiche della Mini elettrica, pronta a sbarcare sul mercato. La Mini Cooper SE verrà svelata tra qualche settimana e sarà prodotta a Oxford a partire da quest’autunno.

Il motore a zero emissioni sarà ereditato direttamente dalla BMW i3: si tratta di un propulsore da 184 Cv. Le batterie, posizionate sotto ai sedili posteriori, hanno una capacità di 33 kWh, e garantiranno alla Mini elettrica un’autonomia di 270 km secondo il ciclo WLTP. Con la sua linea originale e i suoi colori sgargianti, la Mini elettrica saprà certamente farsi notare.

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